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Azzolina: «Tenere le scuole chiuse ha permesso di salvare vite umane»

Il ministro presenta le ordinanze sugli esami di Stato: niente scritto, solo prova orale. E non ci sarà il 6 politico
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«Tenere le scuole chiuse ha permesso di salvare vite umane e questo non ha prezzo, ha evitato il dilagare del contagio». È quanto ha detto la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, in videoconferenza stampa per presentare le Ordinanze sugli esami di Stato del primo e del secondo ciclo e sulla valutazione finale, insieme ad Agostino Miozzo e Alberto Villani del Comitato tecnico-scientifico.

 

 

«Ci tengo a rassicurare che seguiremo sempre lo stesso principio, quello di garantire la sicurezza delle persone: l’esame sarà in presenza compatibilmente con l’andamento epidemiologico nelle diverse aree del paese» ha aggiunto il ministro.

Valutazione

Nessun 6 politico, ha garantito Azzolina: le valutazioni saranno serie. «E’ stato un anno diverso per tutti. Nessuno studente doveva essere lasciato indietro. Ma serve una valutazione seria. Le insufficienze saranno presenti nei documenti. Non ci sarà nessun 6 politico. Si può non ammettere all’anno successivo solo in alcuni casi specifichi. Nel caso di impossibilità di valutazione per tante assenze o in caso di note disciplinari». Gli studenti saranno tutti ammessi all’esame di maturità e nel caso di insufficienze, potranno recuperarle, ma ci sono due eccezioni che nulla hanno a che fare con il coronavirus, ha spiegato il ministro: se il consiglio di classe non ha elementi per valutare lo studente perché nel primo periodo didattico non ha frequentato, quindi prima del coronavirurs e serve l’unanimità del consiglio di classe. E poi se lo studente ha ricevuto provvedimenti disciplinari gravi. «Esclusi questi 2 casi – ha ribadito – lo studente verrà ammesso».

Esame di terza media

«Abbiamo ascoltato le scuole: gli studenti scriveranno un elaborato e lo discuteranno online, e ci sarà tempo fino al 30 giugno».

Maturità 

Gli esami di stato sulla maturità iniziano il 17 giugno, non ci saranno prove scritte, ma solo un colloquio orale di una durata massima di un’ora. La prima fase prevede la discussione di un elaborato su discipline di indirizzo, la seconda una discussione su un testo di italiano, e poi ci sono materiali che verranno assegnati agli studenti. I commissari saranno interni, lo studente spiegherà le conoscenze di cittadinanza e Costituzione e delle esperienze scuole-lavoro. «Mi piacerebbe che gli studenti potessero parlare di come hanno vissuto questo momento di coronavirus – ha aggiunto il ministro – perché credo che questa esperienza li abbia fatto maturare tanto. Tutti verranno ammessi con un credito pari a 60 mente gli esami orali potranno valere fino a 40 crediti, con possibilità di ottenere la lode.

Studenti a distanza di due metri

«L’uso della mascherina è una condizione importante per lo studente e per il professore, anche una mascherina fatta in casa che consenta di proteggere te stesso e gli altri, ed è importante indossarla dall’uscita di casa fino alla scuola. Ma nel corso dell’esame, che sarà in presenza, lo studente può abbassare la mascherina se rimane a 2 metri di distanza», ha spiegato Agostino Miozzo coordinatore del Comitato tecnico-scientifico. «Da qua al 17 giugno manca un mese e verrà fatto un monitoraggio costante con il ministro della Salute, Speranza, della curva dei contagi – ha poi aggiunto Azzolina -. Naturalmente nell’ordinanza abbiamo già previsto una sorta di clausola di salvaguardia, se la situazione sanitaria dovesse cambiare di fare anche l’esame a distanza, in modalità telematica».

Rientro a settembre

«Con le Regioni lavoriamo per stabilire la data di inizio del prossimo anno scolastico, che non deve essere confuso con il recupero degli apprendimenti che potrà esserci già dal 1 settembre. Ma ribadiamo che sono due cose diverse», ha sottolineato Azzolina. «Per settembre stiamo già lavorando, il metodo sarà lo stesso: giungeremo alla scrittura di un documento tecnico scientifico che prevederà diverse ipotesi: non abbiamo la sfera di cristallo per lo scenario epidemiologico».

«Voglio ribadire con chiarezza che le condizioni sanitarie ad oggi non consentono di terminare l’anno scolastico in presenza a scuola, per tale ragione il governo ha deciso il rientro a scuola a settembre prossimo – aveva spiegato il ministro, in audizione presso la Commissione Cultura della Camera-. Tuttavia il servizio di istruzione è un servizio pubblico essenziale costituzionalmente garantito – ha aggiunto – per questo abbiamo subito sollecitato la didattica a distanza per garantire il diritto allo studio. In una situazione così difficile il governo ha dovuto operare scelte importanti e difficili, impedendo allo stato attuale la presenza a scuola degli studenti e delle loro famiglie, dei docenti e riducendo il personale Ata e dirigenti scolastici. Questo per contenere il contagio».

Didattica a distanza

La didattica a distanza «ha permesso di fare un’operazione che non si era riusciti a fare prima. Più volte abbiamo sentito di episodi di cronaca in cui si contrapponevano famiglie e scuola. La didattica a distanza ha avvicinato questi mondi. Ne è nato un patto e un’alleanza educativa. Perché gli studenti possano raggiungere i migliori risultati possibili, sotto ogni aspetto, è fondamentale che scuola e famiglia collaborino. Al di là dell’investimento economico, c’è stato l’investimento sulle persone: studenti, docenti e famiglie. Senza queste tre parti non sarebbe stato possibile quanto fatto nelle ultime settimane e per questo le ringrazio», ha aggiunto.

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