Pensieri & Parole 13 May 2020 19:00 CEST

Di corsa versola ripartura! Le fabbriche? Macché, di barbieri e parrucchieri per signora

Effetti collaterali e molto molto minori della dittatura del virus che decide anche di come appariamo. L’unica certezza è che Nicola Zingaretti, con la sua calvizie, sarà sempre lo stesso

Sono giorni e ore difficili per quei piccoli imprenditori e commercianti esclusi dalla prima ondata di apertura.

I parrucchieri, per esempio, denunciano un danno alle loro attività sempre più consistente. I clienti chiamano e loro allargano le braccia. La data di fine lockdown non è certa e intanto si vedono cose che neanche gli umani… Chiome incolte come campi in set aside, capelli bianchi non più mascherati, teste pazze, ondulate, alla Little Tony, per chi lo ricorda. Buttiamola sulla leggerezza e l’ironia. Non vi siete accorti di come sono cambiati anche i nostri politici ripresi nelle sedute al Parlamento?

Colpisce l’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando, di solito taglio alla marine, visto ultimamente con un’onda di capelli argentati, segno della ricrescita da lockdown.

Cui non si sottrae nemmeno il collega Roberto Speranza, anche lui in fase di accumulo di capelli ( e di problemi). Il barbiere non taglia nessuno, nemmeno il presidente della Repubblica, come abbiamo visto in occasione di una diretta dal Quirinale. Mattarella è apparso in fase prehippy, ciuffo fuori posto, e ha ironizzato con il cameraman ( «Nnemmeno io vado dal barbiere» ).

I social hanno subito trasformato in un tormentone l’episodio. Ogni giorno di lockdown il capo dello Stato acquista una chioma più morbida e ribelle. Chissà se in ultimo gli verrà una bella coda di cavallo legata col nastrino.

L’unico che sembra sfuggire all’inesorabile avanzata dei capelli è il presidente del consiglio, Giuseppe Conte. C’è chi l’ha notato con fastidio in Parlamento ma lui ha svelato alle Iene il suo segreto: «Me li taglio da solo sin dal tempo dell’Università e spesso li ho tagliati ai miei compagni di studio». Casalino conferma: «Lo ha sempre fatto anche prima della pandemia» . Il fai da te è diventato obbligatorio con retroscena familiari spesso divertenti. La chioma rossa di Valeria Fedeli richiede un accurato impacco di henné: «Mi sono affidata a mio marito».

Isabella Rauti si avvale della competenza di una signora delle pulizie dalle sorprendenti qualità di estetista. E Monica Cirinnà ha la fortuna di avere riccioli ribelli di natura: «Non faccio niente. Sono così. Certo prima qualche colpo di sole, adesso zero».

Trasparenza assoluta, nessun privilegio di ruolo. I parrucchieri sanno che non sono sostituibili e per questo reclamano comprensibilmente il loro spazio.

Il ritardo nelle aperture è una scelta di prudenza fatta dal governo e appoggiata da quegli stessi parlamentari dal look anni Settanta. Fateci caso, tra i banchi Cinque Stelle criniere di leone di deputate e senatrici. Capelli bianchi che spuntano dopo anni di occultamento.

La senatrice Francesca Puglisi, sottosegretario al Lavoro, ammette la sua fortuna: «Ho pochi capelli bianchi però mi sono diventati di stoppa».

Effetti collaterali e molto molto minori della dittatura del virus che decide anche di come appariamo.

In realtà effetti impercettibili perché i mesi senza cura sono ancora pochi. Ma, se dovesse andare avanti così, ci ritroveremmo un’umanità dai connotati diversi. L’unica certezza è che Nicola Zingaretti, con la sua calvizie, sarà sempre lo stesso.

 

 

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