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Il boss Morabito “U Tiradritto” abbandonato al 41 bis è in gravissime condizioni di salute

Ha 86 anni ed è "murato nel carcere di Opera di Milano. Ha febbre a 39, patologie che si sarebbero aggravate a causa di presunte mancate cure e accompagnato da un deterioramento cognitivo
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Ha 86 anni e verserebbe in condizioni gravissime al 41 bis del carcere “Opera” di Milano. Ha febbre a 39, patologie che si sarebbero aggravate a causa di presunte mancate cure e accompagnato da un deterioramento cognitivo. Non stiamo parlando di un detenuto qualunque, ma di Giuseppe Morabito, detto U Tiradrittu, considerato a suo tempo il numero uno della ‘ndrangheta.  «Il 29 aprile dovevamo sentirlo al telefono – spiega al Il Dubbio l’avvocata Giovanna Beatrice Araniti , il legale del recluso – , ma asserendo che le linee erano occupate (con il colloquio telefonico prenotato da tempo) il carcere di Milano non l’ha fatto chiamare». Dal 2004 è ininterrottamente recluso al 41 bis e dall’ultima perizia depositata urgentemente per chiedere un differimento pena per gravi motivi di salute emerge un quadro devastante. Si legge che presenta una enorme ernia inguinale bilaterale, maggiore a sinistra, condizionante dolore cronico; un voluminoso adenoma prostatico inoperabile in portatore di catetere vescicale a permanenza da circa 15 anni, con ricorrenti infezioni delle vie urinarie; cardiopatia ipertensiva in precario compenso; reiterati riscontri di iperglicemia al DTX, in assenza di accertamenti specifici; broncopneumopatia cronica ostruttiva; insufficienza venosa agli arti inferiori; cataratta bilaterale con indicazione all’intervento; diverticolosi del colon; gozzo multinodulare normofunzionante; artrosi polidistrettuale; sindrome ansioso-depressivo.

Dopo una serie infinita di istanze e solleciti, al DAP, al Garante regionale, al Direttore e all’area sanitaria, i familiari hanno deciso di depositare una denuncia – querela al procuratore della Repubblica del tribunale di Milano perché Morabito versa in condizioni gravissime e – a detta loro – totalmente abbandonato a se stesso.  Secondo i familiari, Giuseppe Morabito sarebbe stato lasciato in una condizione di totale abbandono, degrado igienico-sanitario, con negazione delle cure indispensabili per la sua vita, non solo per l’età ma soprattutto per le importanti patologie che lo affliggono.  «Il quadro – si legge nella denuncia – si è aggravato negli ultimi due mesi, a causa di un elevato e costante stato febbrile per il quale è stato isolato, due volte per 15 giorni, negli ultimi due mesi, per come lo stesso ha riferito, faticosamente, nel corso dell’ultimo colloquio e di un’enorme ernia a rischio di strozzamento». Morabito stesso ha chiesto ripetutamente aiuto, tramite il difensore, che ha inoltrato richieste continue di intervento rimaste ad oggi inevase.

Sempre i familiari chiedono al procuratore di valutare «il grave comportamento omissivo, contrario al senso di umanità e ai valori costituzionali e sovranazionali», essendosi trasformato, per il loro vecchio genitore, «lo stato detentivo in una condanna a morte tra atroci sofferenze e torture, che nessun essere vivente merita di sopportare in uno Stato di Diritto, che deve salvaguardare la vita e la salute». Parole forti, ma corroborate dalle continue richieste di intervento avanzate dal loro legale.«Il mio assistito ha 86 anni – spiega a Il Dubbio l’avvocata Giovanna Araniti del foro di Reggio Calabria – e sta scontando un trentennale non per omicidio, ma per reati di droga e associazione mafiosa, ed ininterrottamente detenuto da 16 anni».

L’avvocata denuncia: «Quale che sia il titolo di reato commesso, non è ammissibile che in uno Stato che osa definirsi di diritto, un detenuto vecchio e malato debba morire di carcere, perché sottoposto al 41 bis O.P., in totale stato di abbandono».  Infine conclude: «Le condizioni deplorevoli in cui è stato lasciato per anni, nonostante le sue gravissime patologie, finalmente, dopo decine di richieste, sono state accertate con perizia di ufficio depositata l’altro ieri, presso il Tribunale di Roma che sta trattando l’ennesimo reclamo avverso la proroga del 41 bis».Giuseppe Morabito, come detto, è noto anche come u tiradrittu.  Dal dialetto calabrese vuol dire “spara dritto”, ovvero colui che tira dritto senza rispetto di alcuna regola o persona. Lo Stato dovrebbe essere diverso. Stato di Diritto o U Tiradrittu?

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