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Giudice nega la parità di stipendio alle calciatrici della Nazionale Usa

Le giocatrici campionesse del mondo hanno annunciato che faranno appello. La capitana Megan Rapinoe: "Non smetteremo di lottare per l'equità salariale"
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Hanno vinto la Coppa del Mondo nel 2019 ma non è bastato: la nazionale di calcio femminile degli Stati Uniti non ha diritto alla parità salariale con i colleghi maschi e meno titolati.

A stabilirlo è stato il giudice Gary Klausner del Tribunale distrettuale per la California centrale a Los Angeles, che ha respinto il loro ricorso in cui chiedevano un risarcimento di 66 milioni di dollari alla Us Soccer Federation per “discriminazione di genere”.

Tra i documenti presentati, c’erano gli accordi collettivi della nazionale maschile e della nazionale femminile, da cui emerge non solo la disparità di trattamento per i bonus, ma anche la differente struttura dei pagamenti riservati ad atleti e atlete.

Nella sentenza di 32 pagine, il giudice Klausner ha rigettato la richiesta di allineamento delle retribuzioni,in quanto “le giocatrici non hanno dimostrato che esista una questione sostenibile in dibattimento in merito al fatto che le calciatrici donne siano pagate meno dei giocatori uomini”. Mentre è stata deferita a un giudizio successivo la decisione sulla parte riguardante alloggi, viaggi e altri bonus.

Il giudice, infatti, ha ritenuto che le calciatrici abbiano rifiutato un modello di pagamento “pay for play” identico a quello che era stato proposto agli uomini nel 2016. Nelle negoziazioni successivle, le donne avrebbero presentato una controproposta con meno bonus rispetto alla proposta della federazione in cambio di un maggior numero di giocatrici e salari di base più alti (condizioni non previste dall’accordo per gli uomini). “Comparare meramente ciò che le giocatrici hanno percepito con il loro contratto con quello che sarebbe stato percepito se avessero avuto lo stesso contratto degli uomini è errato, perchè non considera ciò che le giocatrici hanno percepito in benefit con il loro specifico accordo”.

Le 28 giocatrici non hanno alcuna intenzione di cedere e hanno già annunciato che presenteranno un nuovo ricorso, come ha anticipato la portavoce Molly Levinson. “Siamo scioccate e contrariate dalla decisione del giudice, ma non ci daremo per vinte e continueremo la battaglia per l’equal pay”, ha detto Levinson, “Siamo convinte della nostra richiesta e decise ad assicurarci che le ragazze e le donne che giocano a calcio non siano valutate meno a causa del loro genere”. “Sappiamo che ci sono enormi ostacoli da superare, sappiamo che serviranno coraggio e perseveranza per continuare a lottare. Faremo appello.

La stella della squadra e capitana della nazionale, Megan Rapinoe, ha scritto: “Non smetteremo mai di lottare per l’uguaglianza”.

 

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