Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Addio a Giulietto Chiesa, ultimo vero giornalista militante

Giulietto Chiesa
Si è spento a 79 anni. Era nato in Piemonte, aveva militato nel Pci ed era stato eletto europarlamentare nel 2004 con la Lista Di Pietro-Occhetto. È stato uno storico corrispondente da Mosca per l’Unità e poi per la Stampa
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Un giornalista militante. Uno degli ultimi, se l’espressione è intesa nella sua forma pura. Giulietto Chiesa ci ha lasciati a 79 anni. Se ne va una firma storica della sinistra italiana, corrispondente da Mosca innanzitutto per l’Unità e poi per La Stampa, ma anche per la tv, dal Tg5 alla Rai.

Nato il 4 settembre del 1940 ad Acqui Terme, in Piemonte, come altri intellettuali impegnati a sinistra Giulietto Chiesa ha unito all’attività professionale la presenza diretta nella politica. In particolare con la propria militanza nella Fgci, la Federazione giovani comunisti italiani, di cui è stato dirigente nazionale negli anni Settanta, e con le battaglie nelle amministrazioni locali, come nel consiglio provinciale di Genova, nel quale è stato capogruppo del Pci fino al 1979.

Fino al ritorno nella politica attiva del 2004, quando viene eletto al Parlamento europeo nella Lista Di Pietro-Occhetto-Società civile, per poi aderire come indipendente al gruppo del Pse.

Ma Giulietto Chiesa merita di essere ricordato innanzitutto come figura storica dell’informazione nella seconda fase della guerra fredda e per gli interi ultimi due decenni del secolo scorso. Nel 1980 viene inviato infatti dall’Unità a Mosca per seguire le Olimpiadi. Quei giochi sono uno snodo essenziale nella geopolitica, visto il clamoroso boicottaggio dell’intero Occidente, con la sola partecipazione di alcuni Paesi dell’area Nato, Italia in testa, limitata però alla “volontaria” presenza di singoli atleti.

Il rigore con cui Chiesa testimonia sul giornale del Pci un evento olimpico dai risvolti tanto delicati ed extrasportivi gli vale la conferma come corrispondente per l’Unione Sovietica del quotidiano, fino al 1990. Si integra in pieno nella capitale dell’Urss, insieme con la compagna Fiammetta Cucurnia, giornalista di Repubblica.

Passa quindi alla Stampa e continua a lavorare da Mosca fino al 2020, intraprende le collaborazioni con il Tg5, il Tg3 e il Tg1. Nell’ultimo periodo è notista politico per il manifesto, fino dal ritorno in Italia, quando torna a dedicarsi alla politica attiva.

Ultime News

Articoli Correlati