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Le aziende devono pagare gli stipendi ma le banche rallentano a caccia di garanzie

L'’inail manda comunicazioni sulle macchine agricole preoccupata del rischio da punture di imenotteri
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Lasciate perdere tutte le questioni politiche, il MES e le giravolte, veniamo al sodo. Lunedì milioni di aziende dovrebbero pagare gli stipendi e i soldi non ci sono. Le banche – a tutte le imprese che vanno, in ` pratica, da 2 a 499 dipendenti, ovvero il grosso della produzione italiana – rispondono che per ora disposizioni chiare non sono arrivate e quindi non lasciano uscire dai fidi, dove già si paga comunque tra il 7 e il 10% di interessi e – se esci – cadi nel baratro delle penali e delle segnalazioni alla centrale rischi. Quelle che ti ascoltano chiedono ( comprensibilmente) documenti su documenti perché è vero che poi lo Stato ( forse) riassicura, ma il credito intanto devono erogarlo loro “a libera trattativa di mercato” ovvero non certo all’ 1 o 2%, soprattutto se l’azienda ha già più o meno l’acqua alla gola. Per decidere ovviamente devono valutarti, vedere le garanzie che comunque rilasci, fare un fascicolo e comunque deliberare “al piano di sopra”. Anche se si ripartisse all’inizio di maggio è come spingere un treno: ci vuole un sacco di tempo per prendere velocità, ma carburante per spingere la locomotiva e ripartire non ce n’è. In TV dicono che il credito arriverà in 3 giorni, ma in filiale non ti sghignazzano in faccia solo perché vedono la tua, distrutta, e pudicamente – abbassando gli occhi – si trincerano dietro il classico “Vedremo cosa si potrà fare”, ma intanto per lunedì i soldi non ci sono.

Sono un commercialista disperato perché conosco tanti miei clienti da decenni e soffro con loro. Ieri sera tardi – dopo una giornata pesantissima – apro la posta e vedo nuove disposizioni in arrivo. “Forse ci siamo” penso, ma è l’INAIL che comunica – tra le altre le ‘ Nuove norme per gli interventi A. 3.4, 3.5, 3.6, 3.7 ( per la sicurezza macchine agricole e trattori) con aggiunti 4 ulteriori obblighi per il loro uso e il nuovo articolo 5.1 : ‘ Interventi di prevenzione per il rischio da punture di imenotteri’ con relativa sottosezione per il rischio di punture da insetti sui luoghi di lavoro. Insomma, che le aziende chiudano è un dettaglio, prima di tutto il problema per l’INAIL sono gli ‘ imenotteri’…. desolante. La mail successiva ( davvero!) è di un mio amico che lavora a Lucerna ( Svizzera) come osteopata e mi informa che lo stato gli sta accreditando direttamente sul conto bancario un sussidio settimanale. Come l’ha calcolato? In automatico il Cantone ha preso la sua dichiarazione dei redditi 2019 e relativo imponibile, lo ha diviso per 300 giorni lavorativi riaccreditando l’ 80% di quell’importo “pro die” per i giorni di chiusura imposta dal Coronavirus. Per lui sono circa 5.000 euro al mese, già pagati. A Lucerna si riapre tutto lunedì.

 

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