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L’urlo disperato dai barconi: «Venite a salvarci, la gente sta morendo»

La drammatica telefonata diffusa da Alarm Phone di una donna incinta su una barca alla deriva
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«Qualcuno può aiutarci? Scusate. Io sono incinta, non sto bene. Mia figlia è molto malata. Non abbiamo cibo, non abbiamo acqua, non c’è niente. Hanno detto che sarebbero venuti, ma non abbiamo visto nessuno. La gente ora muore qui».

Sono le drammatiche parole di una donna a bordo di un’imbarcazione alla deriva. Parole raccolte dal centralino di Alarm phone, che ha diffuso su twitter l’ennesimo grido d’aiuto arrivato dal mare. La telefonata risale a ieri sera e arriva da una delle quattro imbarcazioni segnalate per il Mediterraneo. La donna, una 21enne incinta in compagnia della figlia di 7 anni, si trova a bordo di una nave con altre 45 persone, raggiunta pochi minuti fa dalla ong Salvamento Marítimo Humanitario, «ma abbiamo perso il contatto con 3 delle 4 barche che ci hanno chiamato. Dove sono, qualcuno di loro si è capovolta? Come possiamo scoprire quando Malta, Italia, Ue e Libia non riescono a fornire informazioni? I parenti sono alla ricerca di risposte!».

Smh ha segnalato sei persone prive di sensi, chiedendo aiuto medico urgente.

 

 

Confermato da Frontex, intanto, il naufragio di una delle quattro navi.

«Le previsioni meteorologiche peggiorano e, tuttavia, non possiamo riferire sulla posizione di nessuna delle navi – ha reso noto l’equipaggio di Aita Mari in una nota -. In questa situazione, denunciamo che nessuna autorità europea (attraverso la missione marittima di Frontex), né i paesi costieri (Italia e Malta) hanno mobilitato, come richiesto dalla legge, le loro unità di salvataggio. Invece una nave civile è costretta a rispondere a questa emergenza».

Per Smh, questa mancanza di responsabilità  si traduce, ad esempio, nel fatto che ieri un gommone con 101 persone a bordo è arrivato in Sicilia. «Quei naufraghi hanno viaggiato tra i 300 e i 500 chilometri dalla Libia in una barca precaria e sovraccarica senza che nessuno offrisse loro aiuto. Il 9 aprile – ha aggiunto – è stato segnalato l’attacco della marina maltese su una barca. Secondo i sopravvissuti, la motovedetta, identificata con il numero P52, si avvicinò loro e tagliò il cavo motore per impedirgli di entrare nelle acque del paese. L’incidente è stato segnalato dal New York Times».

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