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L’appello di 150 accademici al Governo: «Riapriamo il Paese»

La lettera all'esecutivo con i suggerimenti per passare alla "Fase 2"
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Misure alternative all’isolamento domiciliare, riapertura graduale del Paese, tracciamento del contagio: sono queste le richieste avanzate da un gruppo di 150 accademici di tutta Italia che in una lettera aperta al governo propongono anche di sospendere il diritto alla privacy per la raccolta dati necessaria alla gestione dell’emergenza.

Gli accademici chiedono con urgenza all’esecutivo «una campionatura rappresentativa della popolazione per comprendere la reale estensione del contagio e la letalità del virus» e «la progressiva adozione di misure alternative all’isolamento domiciliare generalizzato, all’interno di una chiara strategia di contenimento della diffusione del virus».

In particolare, i firmatari sollecitano «il ricorso al tracciamento puntuale del contagio», «l’identificazione precoce dei positivi con indagini molecolari e sierologiche di massa» e «l’avvio di una produzione su larga scala del materiale necessario per le indagini molecolari e sierologiche».

Ma non solo: per gli accademici è necessario che il governo imponga l’obbligo, per tutta la popolazione che abbia contatti con il pubblico, «di indossare mascherine filtranti e protettive», sospendendo, fino al termine della emergenza, il diritto alla privacy e la limitazione all’utilizzo dei dati elettronici, indicando «tempi certi a partire dai quali i diritti costituzionali vengano ristabiliti» e condividendo e pubblicizzando il «piano di governo per il contenimento dell’epidemia e la gestione della fase 2».

Tra i firmatari dell’appello ci sono Giuseppe Bertagna, ordinario di Pedagogia all’università di Bergamo; Nicola Casagli, Presidente Istituto Nazionale Oceanografia e di Geofisica Sperimentale; Emanuela Colombo, ordinario di Fisica tecnica industriale al Politecnico di Milano; Paolo Gasparini, ordinario di Genetica medica all’università di Trieste; Vincenzo Giuffrè, ordinario di Istituzioni di diritto pubblico, all’università di Catania; Francesco Manfredi, prorettore università Jean Monnet a Bari; Giuseppe Valditara, già Capo dipartimento Formazione Superiore e Ricerca del Miur; Antonio Vicino, Presidente Consiglio Universitario Nazionale.

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