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Ecco chi scriverà la roadmap della fase 2

Nei prossimi giorni saranno indicate le attività industriali che potranno riprendere la produzione
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Il presidente Conte si affida alla super task force di esperti.

Ieri si è collegato in video conferenza con il comitato di esperti in materia economica e sociale, istituito qualche giorno fa, e ha chiesto al comitato di individuare, in stretto raccordo con il comitato tecnico-scientifico, le modalità più efficaci e innovative per uscire gradualmente dal lockdown, favorendo la ripresa delle attività produttive, anche attraverso l’elaborazione di modelli organizzativi che consentano la riapertura di fabbriche e aziende nelle condizioni di massima sicurezza per i lavoratori. Nei prossimi giorni saranno indicate le attività industriali che potranno riprendere la produzione.

La notizia filtra da Palazzo Chigi, segno che il premier sta tentando di allentare la tensione su di se, dopo lo scivolone comunicativo dell’attacco alle opposizioni.

Ora, ragiona Conte, è il momento di dare al Paese ciò che il Paese chiede: sa settimane ormai gli italiani si fidano solo delle parole dei tecnici. Dunque, «Il Presidente ha quindi chiesto al comitato di elaborare proposte da offrire al Governo per il progressivo e graduale ritorno alla normalità con riguardo alle più generali relazioni di comunità. Occorrerà valutare, al riguardo, tutti i molteplici profili coinvolti, sociali, economici, psicologici, culturali», filtra da ambienti vicini alla presidenza del Consiglio.

E traspare anche massima fiducia nei confronti di Vittorio Colao: «Il presidente Colao e i membri intervenuti hanno mostrato la massima disponibilità a perseguire gli obiettivi indicati. Colao ha assicurato che sarà dato massimo impulso all’attività del comitato, in coerenza con l’esigenza, manifestata dal presidente Conte, di individuare soluzioni urgenti e efficaci».

Chi c’è nella task force

L’ex amministratore delegato di Vodafone, Vittorio Colao è il supermanager che dovrà “immaginare” la ricostruzione dell’Italia dopo il coronavirus. Cavaliere del Lavoro nel 2014, Colao nasce a Brescia nel 1961, si laurea in economia e commercio all’università Bocconi e consegue un master in business administration alla Harvard University. Inizia il suo percorso lavorativo a Londra, presso la banca d’affari Morgan Stanley e prosegue a Milano alla multinazionale di consulenze McKinsey & company.

Nel 1996 diventa direttore generale di Omnitel pronto Italia e, quando nel 1996 Vodafone acquisisce l’operatore di telefonia mobile, diventa amministratore delegato della divisione italiana. Nel 2001 diventa ceo della Vodafone per l’Europa meridionale; l’anno successivo entra nel consiglio di amministrazione e nel 2003 estende il suo incarico anche al Medio Oriente e all’Africa. Nel 2004 lascia il colosso della telefonia per passare a Rcs mediagroup, sempre con l’incarico di amministratore delegato. Dopo due anni, nel 2006, torna da Vodafone per assumere la posizione di vice amministratore delegato a capo della divisione Europa. Dal 2008 al 2018 è amministratore delegato di Vodafone.

La task force è presieduta da Vittorio Colao ed è composta da: Elisabetta Camussi, professoressa di Psicologia sociale, Università degli Studi di Milano Bicocca; Roberto Cingolani, responsabile Innovazione tecnologica di Leonardo, già direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit); Riccardo Cristadoro, consigliere economico del presidente del Consiglio, senior director del Dipartimento economia e statistica, Banca d’Italia; Giuseppe Falco, amministratore delegato per il Sistema Italia-Grecia-Turchia e senior partner & Managing director di The Boston Consulting Group (Bcg); Franco Focareta, ricercatore di Diritto del lavoro, Università di Bologna Alma Mater Studiorum; Enrico Giovannini, professore di Statistica economica, Università di Roma Tor Vergata, Giovanni Gorno Tempini, presidente di Cassa depositi e prestiti; Giampiero Griffo, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità; Filomena Maggino, consigliera del presidente del Consiglio per il benessere equo e sostenibile e la statistica e professoressa di Statistica sociale, Università di Roma La Sapienza; Mariana Mazzucato, consigliera economica del presidente del Consiglio e Director and founder, Institute for Innovation and Public Purpose, University College London; Enrico Moretti, professor of Economics at the University of California, Berkeley; Riccardo Ranalli, dottore commercialista e revisore contabile; Marino Regini, professore emerito di Sociologia economica, Università Statale di Milano; Raffaella Sadun, professor of Business administration, Harvard Business School; Stefano Simontacchi, avvocato e presidente Fondazione Buzzi; Fabrizio Starace, direttore del Dipartimento di Salute mentale e dipendenze patologiche dell’Ausl di Modena e presidente della Società italiana di Epidemiologia psichiatrica.

 

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