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«Permesso di uscire a giorni alterni in base al genere. Transgender potranno scegliere»: così si combatte la pandemia a Bogotà

La misura annunciata dalla sindaca Claudia Lopez sarà obbligatoria nella capitale colombiana a partire da lunedì
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Donne e uomini potranno uscire a giorni alterni, pena una multa di 936.320 pesos. È l’insolita misura di contrasto all’epidemia di Covid-19 annunciata mercoledì dalla sindaca di Bogotà Claudia Lopez, leader del Partito Verde e militante femminista. Nel decreto “picco e genere”, introdotto obbligatoriamente da lunedì 13 fino al 26 aprile, si chiarisce che per le esigenze indispensabili le donne potranno circolare nei giorni pari del mese e gli uomini in quelli dispari, mentre le persone transgender potranno scegliere in base al genere in cui si identificano.

«Questa misura aggiuntiva è necessaria per facilitare le verifiche da parte della polizia», ha spiegato Lopez. Saranno infatti inasprite anche le limitazioni alla circolazione e intensificate le misure di controllo, sinora disattese a Bogotà. Come riporta il giornale El Tiempo, nella capitale colombiana si registrano file troppo lunghe ai supermercati con la concentrazione di padri di famiglia che reclamano i buoni pasto.

La restrizione, in vigore da subito su base volontaria, era già stata applicata in altre città colombiane in maniera simile con il fine di limitare gli assembramenti: a Medellin e Cali per esempio è consentito uscire in maniera alternata in base all’ultimo numero della carta d’identità. Ma in reazione alle dichiarazioni di Lopez non sono mancate le voci contrarie di chi ritiene la decisione «discriminatoria e insensata».

La città è ormai in isolamento da oltre 20 giorni, anche se la quarantena nazionale è iniziata ufficialmente il 25 marzo. Nelle ulteriori misure introdotte per la capitale rientrano anche i tassisti, una delle categorie più esposte alla pandemia. «Dovranno tenere un registro dei passeggeri con tutti i loro dati personali e gli spostamenti effettuati», ha spiegato ancora Lopez, mentre resterà valida la lista delle 37 attività fondamentali stabilite in principio. Potranno restare operativi infatti tutti coloro che svolgono servizio pubblico, dalla salute ai trasporti, dal commercio di alimenti ai servizi funebri.

 

 

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