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Woodcock chiede l’amnistia, Travaglio lo sgrida….

L'appello del magistrato "Chi può cominci a mettere mano a un qualche progetto di amnistia e di indulto, oltre che a un “massiccio”progetto di depenalizzazione. Solo così avremmo speranza di venirne fuori"
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“Chi può cominci a mettere mano a un qualche – ben ponderato – progetto di amnistia e di indulto, oltre che a un “massiccio”progetto di depenalizzazione. Solo così avremmo speranza di venirne fuori. Senza troppi danni, garantendo da una parte la celebrazione con i tempi necessari, dei processi riguardanti i fatti di più rilevante disvalore e consentendo d’altra parte di alleggerire l’altrettanto grave situazione degli istituti penitenziari che vede il nostro Paese versare in una condizione di imbarazzante difetto, non da ora”.

Non si tratta dell’ennesima nota, l’ennesimo grido d’allarme dei penalisti italiani che da settimane chiedono interventi urgenti per evitare un pericolosissimo dilagare del Coronavirus nelle nostre carceri. Nè si tratta del grido di dolore lanciato dai “soliti” garantisti. Nulla di tutto questo: l’appello arriva dal procuratore Henry John Woodcock, uno dei pm di “riferimento” dei grillini che ha deciso di lanciare la sua proposta dal Fatto Quotidiano, il che ha costretto immediatamente il povero Travaglio a prendere le distanze e rettificare la linea editoriale del suo giornale fieramente “manettaro”. Miracoli del virus…

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