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Diminuiscono ancora i contagi. Ma le vittime sono 743 in un giorno

Il Consiglio superiore della Sanità: «Firmato un protocollo per lo sviluppo di un vaccino»
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La curva dei decessi torna a crescere, con 743 morti nell’ultimo giorno, per un totale di 6.820. Ma sono 894 le persone guarite nelle ultime 24 ore, per un totale di 8326, mentre sono 3612 i nuovi positivi, dato che porta la conta degli attuali positivi a 54.030, con una crescita più bassa rispetto a quella registrata tra domenica e lunedì. Ed è questo il dato che rimane positivo e dimostra che il peggio, forse, è alle spalle. Tra i positivi, 28.697 sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi, mentre sono 3.393 quelli in terapia intensiva, ovvero il 6% del totale.

Ad annunciarlo, nel corso del quotidiano bollettino, è il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, che ha anche rivolto un pensiero a Guido Bertolaso, suo predecessore e consulente personale del governatore della Lombardia Attilio Fontana, che ha annunciato la sua positività al virus.

 

«Le misure di contenimento non saranno prorogate di default fino a luglio – ha chiarito il presidente del Consiglio superiore della Sanità Franco Locatelli -. La durata attuale è stabilita fino al 3 aprile e nei giorni successivi verranno prese le decisioni opportune in relazione alla situazione epidemiologica».

Locatelli ha anche fatto il punto su quanto si sta facendo per dare risposte efficaci in termini di trattamento dei malati, in particolare «il protocollo d’intesa firmato oggi tra Regione Lazio, Miur, ministero della Salute, Cnr e Spallanzani per perseguire una progettualità mirata allo sviluppo e alla validazione» di un vaccino «in grado di conferire protezione contro Sars CoV-2. Questo testimonia lo sforzo delle realtà istituzionali del Paese per cercare di trovare le risposte più adeguate per il trattamento dei malati».

Al 20 marzo il numero di laboratori in grado di diagnosticare l’infezione sono arrivati a 77. «C’è una valutazione in queste ore di approcci diagnostici sempre basati sull’identificazione dell’Rna virali, il golden standard per fare una diagnosi da Sars CoV-2, che possono permettere di ridurre i tempi tecnici attualmente legati all’impiego dei test tradizionali. Il sistema Paese sta facendo il massimo», ha chiarito.

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