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Primi due decessi a Singapore

Si tratta di una donna singaporiana di 75 anni e un uomo indonesiano di 64 anni
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Primi due decessi per Covid-19 a Singapore. Ad annunciarlo, il primo ministro Lee Hsien Loong, che ha pubblicato un messaggio su Facebook. «Purtroppo, due pazienti Covid-19 in terapia intensiva hanno ceduto alla malattia questa mattina. Il ministero della Sanità di Singapore ha annunciato oggi la sua morte. Mandiamo le nostre più sentite condoglianze ai loro cari. Man mano che abbiamo più casi di Covid-19, più pazienti avranno bisogno di cure in terapia intensiva e dobbiamo prepararci a ulteriori perdite», ha scritto. «I nostri operatori sanitari stanno facendo del loro meglio per prendersi cura dei loro pazienti. Finora sono stati risolti 131 casi su 385. La maggior parte sta gradualmente migliorando. Il governo sta facendo tutto il possibile per rallentare la diffusione del virus, ma tutti devono sostenere e rispettare le misure che abbiamo messo in atto. Dobbiamo lavorare insieme per proteggere noi stessi, le nostre famiglie e Singapore», ha concluso.

La prima paziente, una donna di 75 anni, aveva una storia di cardiopatia cronica e ipertensione. Era stata ricoverata al National Center for Infectious Diseases (Ncid) il 23 febbraio per la polmonite e quel giorno era risultata positiva per l’infezione da Covid-19. «Ha sviluppato gravi complicazioni e alla fine ha ceduto all’infezione dopo 26 giorni in terapia intensiva il 21 marzo alle 7.52», ha detto il ministero.

L’uomo, un indonesiano di 64 anni, è stato invece ricoverato in condizioni critiche in terapia intensiva presso l’Ncid il 13 marzo. La conferma che si trattasse di Covid-19 è arrivata il giorno seguente. L’uomo ha sviluppato complicazioni ed è morto dopo aver trascorso nove giorni in terapia intensiva. «Prima del suo arrivo a Singapore, il 13 marzo, era stato ricoverato in Indonesia per polmonite e aveva una storia di malattie cardiache», afferma il ministero.

A Singapore il virus è stato individuato per la prima volta il 23 gennaio. I primi 18 casi sono stati importati da Wuhan, la città cinese da cui ha avuto origine l’epidemia, e il contagio ha poi iniziato a diffondersi localmente, con almeno sei cluster. Il governo ha sospeso tutti gli eventi con più di 250 persone fino alla fine di giugno e ha raccomandato alle aziende di far lavorare il personale da casa. Tutti coloro che entrano nel paese, compresi i cittadini e i residenti, sono tenuti a mettersi in quarantena per 14 giorni. Ai cittadini è stato consigliato di non viaggiare all’estero. Sono stati vietati gli ingressi di viaggiatori dalla Cina, tranne che per cittadini e residenti, e da Corea del Sud, Italia, Iran, Germania, Spagna e Francia. Sono stati rafforzati i controlli alle frontiere e il 7 marzo è stato annunciato che i visitatori con visti a breve termine dovranno pagare se avranno bisogno di cure per la Covid-19.

La città di Wuhan – focolaio del virus – non ha registrato intanto nuovi casi per il terzo giorno consecutivo. Il primo caso era stato a dicembre e da lì sono state oltre 250.000 le persone in tutto il mondo infettate, 11.000 circa le vittime.

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