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L’Italia supera la Cina: 3.405 decessi in totale, 33.190 malati

Sono 4.480 i nuovi contagi, 415 i guariti, per un totale di 4.440 persone
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Il bollettino sembra quello di una guerra, specie quando, guardando ai numeri nudi e crudi, si supera anche la Cina per numero di decessi. E i numeri, letti nella loro estrema semplicità, fanno davvero paura: sono 3.405 le persone che non hanno superato la prova del coronavirus, dei quali 427 solo nelle ultime 24 ore. Meno di mercoledì, quando i decessi avevano toccato quota 475, sforando, dunque, il record giornaliero cinese, ma comunque quanto basta per superare il Paese dal quale la diffusione ha avuto inizio. Un Paese grande venti volte l’Italia e capace, grazie all’isolamento imposto quasi subito, di ridurre ai minimi termini la diffusione. Il dato emerge dalla conferenza stampa quotidiana della Protezione civile, che ha anche aggiornato i dati delle guarigioni: sono 415 le persone che hanno vinto il virus nell’ultimo giorno – mercoledì avevano superato quota mille – portando il totale a 4.440. Ma cresce anche il numero dei nuovi contagi – che contano anche il dato di ieri relativo alla Campania, non aggiornato in tempo utile per la conferenza stampa  -: sono 4.480 i nuovi pazienti, per un totale di 33.190 persone colpite dal virus. Sul territorio nazionale i casi totali – tra contagi, guarigioni e decessi – sono arrivati, dunque, a 41.035. Di questi 14.935 si trovano in isolamento domiciliare, con sintomi lievi o senza sintomi, mentre 2.498 persone si trovano in terapia intensiva, ovvero l’8% del totale. E la maggior parte dei casi riguarda ancora una volta la Lombardia, dove sono 19.884 i pazienti positivi, 2.171 in più rispetto all’ultimo bollettino, dei quali 7.387 ricoverati in ospedale. Sono 209 in più i decessi, per un totale di 2.168, stando ai numeri resi noti dall’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera.

 

 

«Devono essere organizzati dei luoghi per i senza fissa dimora – ha spiegato Angelo Borrelli, capo della Protezione civile -. Bisogna lavorare con i servizi sociali per trovare un luogo» adatto a chi vive per strada, anche acquisendo luoghi e strutture alberghiere, «che potranno avere il ristoro sui costi».

 

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