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Maxi decreto economico i professionisti a Conte: «Non dimenticateci»

Il ministro Franco: «Pil in forte crescita, ora servono le riforme»
Cassa forense ha già sospeso le rate previdenziali. Il cnf: "Interventi per sostegno della categoria"
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Stop alle tasse, bloccate le cartelle esattoriali e gli avvisi di pagamento e rinvio per la scadenza Iva del 16 maggio. Certo dovrebbe essere anche il rinvio dell’Irpef al 30 settembre.

Queste dovrebbero essere solo alcune delle misure contenute nel maxi decreto economico che dovrà essere varato entro il fine settimana. Si tratta di una prima contromisura per sostenere l’economia, per un valore complessivo di circa 15 miliardi di euro. Una parte di questi fondi, che vengono ripartiti per l’intero sistema paese, saranno utilizzati per iniziative a sostegno dei professionisti e dei lavoratori autonomi.

Il testo, in discussione nel Cdm che si terrà con tutta probabilità oggi, ha l’obiettivo di salvare l’economia del paese, in ginocchio a causa dell’emergenza sanitaria senza precedenti, e dovrebbe di fatto estendere a tutta Italia la maggior parte delle misure previste dal dl 9/ 2020, approvato il 2 marzo con il solo riferimento alle “zone rosse”. Per i professionisti, in particolare, la situazione è molto complicata: come lavoratori autonomi, infatti, vengono doppiamente colpiti: da una parte l’impossibilità propria di lavorare, dall’altra – soprattutto nei prossimi mesi in cui gli strascichi si faranno ancora sentire l’impossibilità di una parte dei clienti a loro volta colpiti dall’emergenza di saldare le future parcelle per la parte di attività che ancora viene svolta.

Per questo, dovrebbe essere nella bozza al vaglio del governo ci dovrebbe essere l’ipotesi di estendere i 500 euro al mese ( per un massimo di tre mesi e parametrica all’effettivo periodo di sospensione dell’attività) di sostegno al reddito già previsto per i lavoratori autonomi residenti o con sede legale nella zona rossa. Tutti gli ordini professionali, tuttavia, hanno chiesto all’esecutivo di intervenire per sostenere le libere professioni e le partite iva.

Per quanto riguarda gli avvocati, Cassa Forense ha già comunicato la sospensione dei termini per tutti i versamenti e di tutti gli adempimenti contributivi fino al 30 settembre 2020, per tutti gli iscritti. Anche il Cnf, in costante contatto con il ministero della Giustizia, ha chiesto nuovi interventi per il lavoro negli uffici giudiziari e di sostegno economico agli avvocati per far fronte all’emergenza sanitaria. «In questa fase di sostanziale paralisi del Paese – si legge in una nota – l’avvocatura attende importanti interventi per il sostegno economico della categoria. Sul punto, insieme a Cassa Forense e Ocf, abbiamo avanzato richieste al Mef e altre ne formuleremo anche guardando alla evoluzione e ai relativi riflessi della crisi sanitaria».

Tra le altre misure contenute nel decreto, dovrebbe essere previsto anche una riduzione delle bollette per tutto il 2020, da attuare attraverso un intervento sugli oneri di sistema. Una iniziativa, questa, che va nella direzione di un sostegno a famiglie e imprese, con una norma da inserire nel nuovo decreto.

Rimane, tuttavia, l’incognita sull’approvazione. Il testo dovrebbe essere varato entro lunedì, in modo da garantire la sospensione dei versamenti Iva in scadenza il 16 marzo, ma la complessità è molta e l’accordo sulla bozza finale ancora non c’è. Per ora, stando a quanto annunciato dal ministro per lo Sport, Vincenzo Spatafora, la riunione del Consiglio dei ministro dovrebbe svolgersi nella mattinata di oggi.

Il decreto conterrà misure che investono tutti i settori della vita del paese, con risorse per il loro rilancio e per sostenere la liquidità di famgilie e imprese. In particolare, il governo sta valutando di stanziare 1 miliardo di euro per il potenziamento del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, 2 miliardi per la garanzia statale sulla moratoria dei prestiti e dei mutui e l’incentivo alla cessione degli Npl tramite la conversione delle attività fiscali differite ( Dta) per 850 milioni di euro.

Inoltre, una cifra che oscilla tra i 4 e i 5 miliardi dovrebbe essere destinata agli ammortizzatori sociali per le imprese in difficoltà. Le misure confermate riguardano la Cig in deroga per tutti, compresi – almeno secondo quanto previsto dall’ultima bozza disponibile – soci di cooperative, dipendenti di fondazioni nel settore dei pubblici servizi e terzo settore.

Di fatto, il maxi decreto economico – ormai diventato un documento “monstre” di 120 pagine – ha l’obiettivo di “posticipare” tutti gli adempimenti ( fiscali, contributivi ma anche le incombenze come i rinnovi della carta di identità o la revsione dell’auto) di almeno un paio di mesi, nella speranza di ripresentarli agli italiani quando il Paese si sarà rimesso in moto.

 

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