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“Pronti a sostenere l’Italia in tutto”. Von der Layen prova a mettere una toppa al disastro di Lagarde

La Bce non taglia i tassi e le borse europee affondano. Ma ora interviene l'Ue
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“Siamo pronti ad aiutare l’Italia con tutto quello di cui ha bisogno, in questo momento è colpita severamente dal virus, sosteniamo tutto quello di cui ha bisogno e tutto quello che chiederà. Il prossimo potrebbe essere un altro Stato membro”. Parole della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen a che sembrano voler replicare alla brutta figura della presidente della Bce, Christine Lagarde.

Del resto alla sua prima vera prova del fuoco, Christine Lagarde ha toppato. Non ha saputo trasmettere la necessaria sicurezza al mercato. Ed il mercato l’ha punita. Anche se nella mattinata di venerdì le Borse hanno provato a rialzare la testa.

Ma ieri lo spread è schizzato prima a 230. Poi, dopo la sua improvvida comunicazione (“non siamo mica qui per curare lo spread”), è volato a 250, per poi superare i 270 punti base. E la Borsa è crollata in tutt’Europa, con Milano a -13. Gli operatori si aspettavano un bazooka monetario contro il Corona virus, è uscito un fucile a tappi. L’annuncio, che doveva sembrare sensazionale a Francoforte, di aumentare gli acquisti di 120 miliardi entro la fine dell’anno si è mostrata una mossa controproducente. Ed è dovuto intervenire il capo dello Stato, Mattarella:L’Italia sta attraversando una condizione difficile e la sua esperienza di contrasto alla diffusione del coronavirus sarà probabilmente utile per tutti i Paesi dell’Unione Europea. Si attende quindi, a buon diritto, quanto meno nel comune interesse, iniziative di solidarietà e non mosse che possono ostacolarne l’azione.

Già oggi la Bce acquista titoli per 20 miliardi al mese.E quei 120 in più dovevano sembrare sufficienti per placare i mercati. Al contrario, hanno indicato il limite al quale può arrivare la speculazione. Che, non a caso, si è accanita sui titoli più deboli, come quelli italiani.L’incertezza della Banca centrale europea diventa un problema per il governo italiano. Conte e Gualtieri confidavano in un nuovo Quantitative Easing più o meno illimitato per poter sfondare il deficit ben oltre il 3% per finanziare le misure di sostegno al reddito per tutte le categorie colpite dal Corona virus. Non è stato così. Con il risultato che il governo sarà costretto a lasciare interi settori non coperti dall’ombrello di garanzia pubblica. Era proprio per la speranza di una copertura della Bce sui titoli pubblici che il governo aveva aspettato oggi per varare il decreto che dovrebbe estendere la cassa integrazione alle categorie non protette, varare interventi fiscali a sostegno delle attività produttive, assicurare il reddito (od una parte di esso) a chi lo ha perso per la diffusione del virus.

La garanzia della Bce, però, non è arrivata. Ed ora, nonostante le tante belle parole della Lagarde, l’Italia è più sola. L’errore della Bce (semprechè sia stato un errore non voluto) se non riparato in tempo, rischia di diventare una condanna sulla credibilità delle istituzioni europee.

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