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Bonafede: “Facciamo di tutto per garantire dignità e sicurezza dei detenuti. Ma violenza è inaccettabile”

La relazione del ministro della Giustizia dopo la rivolta negli istituti di pena italiani
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“Il bilancio complessivo di queste rivolte e di oltre 40 feriti della polizia penitenziaria, a cui va tutta la mia vicinanza e l’augurio di pronta guarigione, e purtroppo di 12 morti tra i detenuti per cause che, dei primi rilievi, sembrano perlopiù riconducibili ad abuso di sostanze sottratte all’infermeria durante i disordini”.  Inizia a così  l’intervento del ministro della Gustizia Bonafede in Senato dove fa il punto sull’emergenza nelle carceri e il bilancio delle rivolte degli ultimi giorni.

“E’ giusto ascoltare le rivendicazioni che arrivano anche dai detenuti che rispettano le regole e che dimostrano di seguire un percorso di rieducazione vero. Ma dobbiamo avere anche il coraggio e l’onestà di dire che tutto questo non ha nulla a che fare con gli incendi, i danneggiamenti, le devastazioni e addirittura le violenze contro gli agenti della polizia penitenziaria”

“In tutti i casi più gravi le istituzioni si sono dimostrate compatte: magistrati, prefetti, questori e tutte le forze dell’ordine sono intervenute senza esitare rendendo ancora più determinato il volto dello Stato di fronte agli atti delinquenziali che si stavano consumando”.

“Negli ultimi anni, si sta facendo il possibile per garantire un sistema che rispetti la dignita’ dei lavoratori e dei detenuti nel mondo penitenziario: non e’ semplice per nessuno ma ce la stiamo mettendo tutta. Ed e’ giusto che tale impegno si intensifichi proprio in questo periodo in cui la salute di tutti deve essere tutelata. Ed e’ giusto ascoltare le rivendicazioni che arrivano anche dai detenuti che rispettano le regole e che dimostrano di seguire un percorso di rieducazione vero”.

“Ma dobbiamo avere anche il coraggio e l’onesta’ di dire – aggiunge – che tutto questo non ha nulla a che fare con gli incendi, i danneggiamenti, le devastazioni e addirittura le violenze contro gli agenti della polizia penitenziaria”

“Allo stato risultano latitanti 16 detenuti che erano soggetti al regime di media sicurezza”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, parlando al Senato delle evasioni dal carcere di Foggia, penitenziario che ha riportato a seguito della rivolta dei detenuti “gravi danni strutturali”. Quanto al carcere di Modena, teatro della rivolta più cruenta, “gran parte dell’istituto è diventato inagibile”.

“Ora, e’ evidente che tutti questi sforzi profusi dall’amministrazione al solo scopo di evitare che l’epidemia si faccia largo nelle carceri rischiano di essere gravemente compromessi dalle rivolte di questi giorni, che hanno causato l’inagibilita’ di un numero elevatissimo di posti detentivi.

Quelli messi in atto dall’amministrazione penitenziaria “sono atti confluiti nei piu’ noti e recenti decreti legge del 2 marzo 2020 e dell’8 marzo 2020. E’ opportuno ricordare che quest’ultimo, fra le misure a tutela della salute dei detenuti, annovera, per un periodo di 15 giorni, una limitazione dei colloqui con i congiunti o con altre persone cui hanno diritto i detenuti, stabilendo al contempo un’estensione, ove possibile e anche oltre i limiti, dei colloqui a distanza. Si tratta di un tempo tecnico necessario per approntare tutte le cautele per consentire una pronta ripresa dei colloqui familiari”.

“Da oggi, d’intesa con la protezione civile, anche in conseguenza dell’estensione della cosiddetta zona protetta a tutto il territorio nazionale, verranno effettuati i tamponi ai detenuti trasferiti a vario titolo, che si sommano alle operazioni di triage”. Lo dice, in aula al Senato, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede sulle rivolte delle carceri a seguito dell’emergenza Coronavirus.

 

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