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La ricetta di Renzi: “Serve uno che comanda e una democrazia decidente. L’autonomia delle regioni crea il caos”

L'ex premier a tutto campo: "Il referendum? Ora mi interessa meno di zero..."
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L’autonomia regionale “crea il caos e l’italietta”, e “quando sei in emergenza serve uno che comanda e la democrazia decidente. Se c’è un’emergenza, io voglio sapere chi comanda. Bisogna mandare dei messaggi chiari” . Parole e musica di Matteo Renzi che torna a parlare dopo un silenzio di un paio di settimane, per dire la sua – e a modo suo – sull’allarme coronavirus: “Non lo so cosa accadrà, ma in questo momento la priorità è dare aiuto alle famiglie, alle imprese, e poi facciamo sbloccare i cantieri”.

E sull’ipotesi di un governissimo. “La polemica  è nata anche perché avevo mandato messaggino a Fontana, ma lo conosco da 15 anni, lo vedo in tv discutere con Conte, allora chiamo Conte e gli dico ‘siamo a disposizione, ma non litighiamo con le regioni’, poi ho chiamato Fontana”. “Ma non è possibile questa cosa delle insinuazioni, niente cultura del sospetto, se Franceschini, ad esempio incontra Salvini”.

“Sull’economia la situazione e’ molto seria e non dobbiamo far finta di niente, ci sono interi settori soprattutto, il turismo, che stanno vivendo una crisi peggiore dell’11 settembre, le ripercussioni sui territori, sulle città d’arte, c’è una situazione peggiore e bisogna fare delle misure choc che riguardano tutta l’Italia, perchè la zona rossa economica è tutta Italia”.

Ma Renzi affronta anche il dramma dei rifugiati siriani: “Ci vorrebbe un tampone all’Europa per capire se siamo ancora umani” perché “quello che sta accadendo a Lesbo è incredibile”. Infine il referendum: “In una scala da zero a dieci il mio interesse rispetto al referendum è meno diciassette. Quel referendum è il trionfo del populismo, è una discussione che non tocca il cuore dei problemi del Paese”.

E l’autonomia delle regioni: “Ha senso tutta questa autonomia delle Regioni? Se il premier dice scuole aperte e il governatore X dice scuole chiuse due ore dopo, diamo l’idea di essere il Paese di Pulcinella”.

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