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“Vietato l’ingresso agli italiani”. Ecco gli stati che chiudono porti e frontiere

Coronavirus, da Israele alla Giordania passando per le Seychelles, dove il divieto in ingresso per i nostri connazionali è totale, alle quarantene obbligatorie in India, Cina, Romania...
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Il panico da coronavirus sta causando una crisi senza precedenti per il turismo italiano e l’impatto è a doppio senso, in entrata e in uscita. Da Israele che blocca i passeggeri provenienti dal Bel Paese, alla Russia che interrompe la vendita dei pacchetti per la penisola; da Wizz Air che cancella i voli per il Nord Italia, all’Eritrea che mette in quarantena i connazionali in arrivo, il nostro Paese rischia davvero un isolamento dai devastanti impatti economici.

ISRAELE CHIUDE LE FRONTIERE A TUTTI I PASSEGGERI PROVENIENTI DALL’ITALIA
Israele ha vietato l’ingresso nel Paese a 25 viaggiatori (19 dei quali di nazionalitè italiana) che sono rimasti bloccati su un aeroplano proveniente da Bergamo. L’Autorità per l’immigrazione ha comunicato che l’aereo da Bergamo e’ atterrato oggi alle 12.55 ore locali e che i passeggeri israeliani sono scesi dall’aeroplano e hanno ricevuto istruzioni dal ministero della Salute. L’aeroplano dovrebbe ripartire presto per fare ritorno a Bergamo trasportando i 25 passeggeri, oltre ai 119 in partenza da Israele, la maggior parte dei quali sono di nazionalita’ italiana. Divieto di ingresso per gli italiani anche in Giordania, Arabia Saudita, Bahrein, El Salvador, Mauritius, Turkmenistan, Iraq, Capo Verde, Kuwait e Seychelles.

Gli Stati Uniti hanno inserito l’Italia nella “fascia due” (su quattro) della loro allerta sanitaria: si può viaggiare ma bisogna osservare precauzioni.Trump ha parlato di possibili restrizioni ai voli con l’Italia al momento non ancora attuate.

India, Cina, Taiwan, Eritrea, Tagikistan, Kazakhistan, Kirghizistan e Saint Lucia pongono in quarantena precauzionale di 14 giorni i viaggiatori provenienti dall’Italia. La Romania ha disposto la quarantena per i viaggiatori asintomatici che arrivano dalle località italiane di Lombardia e Veneto soggette a ordinanze specifiche. Ai viaggiatori provenienti da altre località delle regioni Lombardia e Veneto sarà richiesto un isolamento volontario domiciliare per 14 giorni dall’arrivo in Romania.

DA TOUR OPERATOR RUSSI STOP VENDITA VIAGGI
I tour operator russi hanno interrotto la vendita di viaggi e pacchetti per l’Italia, dopo che l’Agenzia federale per il turismo Rosturizm aveva diramato una raccomandazione in questo senso, per via dei timori legati all’epidemia di Covid-19. La misura rimarrà in vigore fino alla stabilizzazione delle situazione epidemiologica nel Paese. Come Tez anche altri grandi operatori, tra cui Inturist e Jet Travel, hanno interrotto le vendite per l’Italia. Rosturizm aveva raccomandato di interrompere le vendite di pacchetti e viaggi anche per Corea del Sud e Iran.

POCA DOMANDA, WIZZ AIR TAGLIA I VOLI
Wizz Air ha annunciato che a causa della flessione nella domanda sulle sue rotte italiane causate dall’epidemia del virus Covid-19, ha rivisto la sua programmazione voli portando ad importanti cancellazioni, su specifiche rotte verso il Nord Italia tra l’11 marzo e il 2 aprile 2020, durante questo periodo circa il 60% della capacita’ totale italiana e’ stata tagliata. La programmazione resta invariata dopo il 2 aprile 2020.

 NEI PROSSIMI TRE MESI 22 MLN DI PRESENZE IN MENO
L’impatto del coronavirus sul settore del turismo in Italia potrebbe far registrare, nel prossimo trimestre, circa 22 milioni di presenze in meno con una perdita di spesa di 2,7 miliardi di euro. E’ il dato fornito da Confturismo. A comportare effetti pesantissimi per l’economia del turismo nazionale e’, secondo Confturismo, la psicosi collettiva generata anche da una comunicazione spesso allarmistica e fuorviante, oltre che dai provvedimenti restrittivi introdotti.

 IN FUMO GIA’ 200 MLN DI PRENOTAZIONI DI MARZO
In meno di una settimana dall’esplosione dell’allarme, alberghi, b&b e agenzie di viaggio hanno gia’ visto andare in fumo 200 milioni di euro di prenotazioni per il mese di marzo. Bisogna urgentemente lavorare per arrivare ad una normalizzazione: secontinua cosi’, il settore – che vale il 13% circa del Pil italiano – rischia di affondare”.

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