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“Coronavirus: minaccia molto alta”. L’Oms alza la guardia

Per il direttore dell'Organizzazione mondiale della sanità i nuovi contagiati in paesi esteri avevano contatti con l'Italia
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L’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms) ha elevato a “molto alta” la minaccia globale posta dal coronavirus. Lo ha annunciato il direttore generale dell’organizzazione, Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Abbiamo ancora la possibilita’ di contenere questo coronavirus, se azioni forti vengono prese per individuare i casi precocemente, isolare e curare i pazienti e tracciare i contatti”, ha continuato Ghebreyesus, in conferenza stampa, riconoscendo che “la crescita continua nel numero di casi di Covid-19 e il numero di Paesi colpiti negli ultimi giorni, sono chiaramente fonte di preoccupazione”.

Da ieri Danimarca, Estonia, Lituania, Paesi Bassi e Nigeria hanno registrato i loro primi casi di Covid-19, tutti avevano legami con l’Italia: 24 casi sono stati esportati dall’Italia in 14 Paesi, 97 casi dall’Iran a 11 nazioni”, ha aggiunto.”Sappiamo che un cane a Hong Kong è risultati lievemente positivo al nuovo coronavirus. Stiamo lavorando insieme con le autorità del luogo che stanno procedendo con test ulteriori su questo animale, per capire come e dove si sia infettato, se magari da una superficie contaminata. Vi faremo avere ulteriori informazioni non appena le avremo”, ha aggiunto Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico per il coronavirus dell’unità malattie emergenti dell’Oms.

“Sta progredendo il lavoro su vaccini e terapie. Più di 20 vaccini sono in via di sviluppo a livello globale, e diverse terapie sono in fase di sperimentazione clinica. Prevediamo i primi risultati tra qualche settimana”, a concluso Ghebreyesus, durante il briefing.”Non abbiamo bisogno però – ha aggiunto – di aspettare vaccini e terapie. Ci sono cose che ogni individuo può fare per proteggere se stesso e gli altri oggi. Il rischio dipende da dove vivi, dalla tua età e dalla salute generale. L’Oms può fornire una guida generale. Dovreste anche seguire la vostra guida nazionale e consultare i vostri professionisti sanitari locali”.

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