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Divisi e rissosi: così i virologi imitano i politici

In piena emergenza Coronavirus i medici si dividono. Da Capua che minimizza a Burioni che enfatizza.
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E’ un brutto virus o un’influenza rognosa ma nulla di più? Nel momento in cui speravamo che i politici facessero un passo indietro per affidarsi finalmente e unicamente alla competenza e al rigore della Scienza, tacitando e smarcandosi dalla Babele mediatica del “siamo tutti virologi”, succede un fatto fastidioso seppur non inaspettato. Gli esperti sono  divisi.

Non sulla necessità di isolare in quarantena i contagiati o i viaggiatori presunti tali, su quello almeno c’è l’unanimità, ma sulla gravità del virus i pareri sono assai discordi. Basta ascoltarne tre o quattro. «Altamente trasmissibile e poco aggressivo», lo ha definito la celebratissima virologa Ilaria Capua. «Di solito, un virus molto aggressivo è anche molto poco contagioso», le chiedevano. La risposta della Capua: «E viceversa. Questo è esattamente l’opposto. Altamente trasmissibile e poco aggressivo».

In coro si sono mossi altri esperti, la più citata sui media è stata la virologa dell’ospedale Sacco, eccellenza milanese, Maria Rita Gismondo, con le provette in mano: «Una follia scambiare un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale». Contro di lei si è schierato il notissimo eroe del web antivax, Roberto Burioni, seccamente polemico per la derubricazione del virus. Burioni aveva, fin dalle prime ore, consigliato la massima severità su chi tornava dalla Cina e l’imposizione della quarantena. L’ex presidente della Società europea e italiana di virologia, Giorgio Palù, però sta con la Capua: «Non sta arrivando la peste, né il vaiolo, né Ebola. È arrivato un virus molto meno letale: i microrganismi che si diffondo di più sono quelli che uccidono meno, ma sono appunto più contagiosi. E hanno tutto l’interesse a far sì che il loro ospite non muoia, perché in questo modo possono diffondersi di più”-

Ma Arnaldo Caruso, presidente della Societa’ italiana di virologia, dissente: “Tra virologi abbiamo tutti le idee chiare: quelli che si spacciano per virologi sono un’altra categoria. Noi virologi siamo da sempre convinti che il virus sia molto serio e pericoloso, quindi dobbiamo prendere provvedimenti rapidi ed efficaci, anzi avremmo dovuto gia’ prenderli. Cerchiamo di passare sopra a quanto fatto, di bene e di male, fino ad oggi”.

E ancora: “Chi dice che e’ come una semplice influenza è un ignorante in materia, basta guardare i numeri che ci dicono che vi e’ una mortalita’ del 2,5% sui casi accertati, quindi una mortalita’ molto alta per un’infezione respiratoria. E’ piu’ facile che questi virus attaccando un organismo gia’ debilitato portino a conseguenze piu’ drastiche, pero’ non possiamo non notare che anche giovani, come il 38enne di Codogno, siano in rianimazione. Quindi non vuol dire nulla l’eta’, nessuno di noi puo’ sapere se il proprio organismo reagira’ bene al virus pur avendo un’eta’ non avanzata”.

Crescerà, si espanderà in Europa, queste le previsioni. Ma chi ha ragione? Se stiamo messi così, con tutto il rispetto, meglio non abbassare la guardia.

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