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Voto in Iran, Khamenei esulta: «La cospirazione del coronavirus non ci ha danneggiati»

L'affluenza alle urne si sarebbe attestata al 42 per cento, il tasso più basso della storia della Repubblica islamica
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I risultati delle elezioni legislative in Iran di venerdì 21 febbraio non sono ancora stati annunciati ufficialmente, ma la guida suprema iraniana, l’Ayatollah Ali Khamenei, ha già ringraziato la popolazione per aver superato «brillantemente questo grande test elettorale», nonostante la «propaganda» sul coronavirus per danneggiare il voto. «I loro media hanno sfruttato ogni piccola opportunità per scoraggiare gli elettori con il pretesto di malattie e virus», ha detto il leader supremo iraniano.

«Di fronte alla cospirazione del nemico per colpire il paese, dobbiamo tutti essere vigili in difesa e pronti per l’attacco e il contrattacco», ha detto Khamenei.

Per ora, il bollettino delle autorità iraniane sul coronavirus è di cinque morti e 22 contagiati. La maggior parte delle persone infettate sono residenti nella città di Qom o hanno viaggiato a Qom, circa 100 chilometri a sud di Teheran, negli ultimi giorni e settimane. Le scuole sono state chiuse a Teheran e in altre quattro città per due giorni per impedire la diffusione del virus. Le autorità hanno anche sospeso le partite di calcio e interrotto gli spettacoli nei cinema e in altri luoghi. Misure eccezionali sono state adottate nella metropolitana di Teheran, utilizzata da circa 3 milioni di persone, per ostacolare la diffusione del virus.

Per quanto riguarda l’esito elettorale, non sono ancora stati resi noti i dati sull’affluenza alle urne, ma secondo l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana «Fars» la partecipazione si sarebbe attestata al 42 per cento, il tasso più basso della storia della Repubblica islamica. L’astensionismo nella capitale Teheran avrebbe addirittura raggiunto un picco del 73%. Per incentivare l’affluenza, le autorità avevano posticipatola chiusura dei seggi a mezzanotte.

La legittimazione popolare di un nuovo governo, infatti, è cruciale per il paese mediorientale. Sotto forti pressioni da parte degli Stati Uniti, che hanno introdotto dure sanzioni economiche per bloccare il programma nucleare di Teheran, e dopo le proteste nazionali dello scorso novembre represse duramente dall’esercito, la guida iraniana avrebbe bisogno di una alta affluenza per aumentare la sua legittimità al governo.

Secondo i numeri ufficiosi, i conservatori alleati della guida suprema iraniana Khamenei potrebbero ottenere una maggioranza considerevole sulla base di risultati parziali. I lealisti di Khamenei dovrebbero compiere un netto salto in avanti rispetto al 2016.

L’Ayatollah ha detto che la «propaganda negativa» dei nemici dell’Iran ha tentato di danneggiare l’affluenza alle urne.

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