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Lo sport come diritto, educazione e cultura: avvocati a confronto sull’ordinamento sportivo

Al Cnf la VII assemblea dei soci Aias
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«Lo sport è diritto, educazione e cultura». È con questo slogan che oggi il Cnf ha ospitato la VII assemblea dei soci Aias, Associazione italiana avvocati dello Sport, una giornata di studi e riflessioni sull’evoluzione dell’ordinamento sportivo alla luce della legge delega 86/2019, attraverso la quale il governo dovrà adottare, entro agosto, uno o più decreti legislativi per il riordino del Comitato olimpico nazionalte italiano e della disciplina di settore. E a pochi mesi dalla scadenza, i rappresentanti del governo e del settore, assieme ai giuristi esperti della materia, si sono riuniti per confrontarsi sui punti più importanti della legge.

Ad aprire i lavori Salvatore Sica, ordinario di diritto privato e di diritto dello sport, nonché componente della commissione di diritto dello sport del Cnf, seguito dagli interventi di Carlo Orlando, coordinatore di tale commissione, Dario Simeoli, consigliere del ministero dello Sport, Michele Colucci, presidente onorario Aias, Salvatore Civale, presidente Aias. Tra gli interventi alla tavola rotonda sul diritto e la formazione nel mondo dello Sport anche Mauro Balata, presidente Lega Calcio Serie B, Stella Frascà, Consigliere federale Figc Lnd e Luis Vizzino, professore di diritto dello sport, tutti membri della commissione del Cnf.

 

 

«Siamo nati appena sette anni fa: eravamo in cinque, ora siamo più di 500 in tutta Italia con 16 coordinamenti regionali – ha spiegato Colucci -. Per noi è un onore essere nella casa di tutti gli avvocati e da legali dello Sport possiamo fare tantissimo in questo settore, sotto il punto di vista giuridico ma anche dal punto di vista della formazione e della cultura». Tra i punti più importanti della riforma quello relativo ai centri sportivi scolastici. «La legge – ha sottolineato Colucci – permette l’istituzione nelle scuole di ogni ordine e grado, di una squadra di professionisti del mondo dello sport, come avvocati, giornalisti, medici, preparatori atletici e fisioterapisti. Il programma, già avviato ad Avellino, si chiama “Sport in movimento” e prevede dei corsi agli studenti per insegnare loro fair play, sul campo e fuori, educazione alimentare e benessere, doping, dal punto di vista legale e medico, tecniche di pronto soccorso e primo intervento. Al momento il progetto è su base volontaria, ma è auspicabile che ci siano maggiori risorse per la scuola».

 

 

Sotto il punto di vista della sostenibilità economica, ha sottolineato Orlando, «esiste il meccanismo dell’art bonus, fenomeno applicabile anche allo sport, anche se non viene sfruttato a dovere. Il cosiddetto mecenatismo, insomma, uno strumento normativo e fiscale che potrebbe aiutare a sviluppare questi progetti. Sarebbe il caso di far conoscere e valorizzare tale legge, considerando, inoltre, che le stesse scuole possono attingere al credito sportivo».

La riforma punta, dunque, alla semplificazione dell’ordinamento sportivo, con la distinzione tra natura privatistica e pubblicistica, un chiarimento sul ruolo e sulla natura delle associazioni sportive dilettantistiche, la loro specificità, disciplinando anche il titolo sportivo, il rapporto di lavoro sportivo, le responsabilità e la sostenibilità economica delle società sportive.

Da un punto di vista sociale, gli avvocati dello sport «hanno, da professionisti una inclinazione naturale a curare gli aspetti tecnici e regolamentari – ha aggiunto Colucci – ma siamo tutte persone consapevoli dell’importanza dello sport vissuto a 360 gradi, come forma di educazione. La nostra esperienza di professionisti aiuta, dunque, ad avere una visione completa dello sport e dei suoi valori ed è per questo che vogliamo coinvolgere anche il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e diffondere la cultura dei diritti anche attraverso lo sport». Il ministero dello Sport, attraverso il consigliere Simeoli, ha rivolto all’Aias l’invito ad offrire un contributo tecnico per l’adozione dei decreti legislativi necessari per il riordino del Coni. «La riforma è molto ambiziosa e complessa, vi sono ben sei punti di delega – ha concluso Colucci -. Noi forniremo il nostro contributo su alcuni aspetti specifici e cercheremo di attirare l’attenzione dei tecnici legislativi su quelle che sono le peculiarità del mondo dello sport. Un lavoro che porteremo avanti insieme al Cnf, non solo come avvocati, ma anche come dirigenti sportivi, con responsabilità sul campo».

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