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L’addio del senatore Cerno: “Pd troppo giustizialista. Per questo vado con Renzi”

"Non è possibile accettare un processo eterno, non possiamo accettare queste intercettazioni"
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«Sono concettualmente distante dalle posizioni del Pd sulla giustizia, per me temi imprescindibili. La prescrizione, le intercettazioni, sono temi sui quali non è possibile non schierarsi». Intervistato dal Corsera il senatore Tommaso Cerno spiega le regioni del suo passaggio dal Pd a Italia Viva. «Voglio guardare i contenuti. E questi contenuti -spiega- sono temi fondamentali, che mi hanno spinto a lasciare il Partito democratico. Io appartengo all’area laica socialista e sono naturalmente schierato con i garantisti. Non è possibile accettare un processo eterno, non possiamo accettare queste intercettazioni: come giornalista ne ho avuto a che fare e so bene di cosa sto parlando». Cosa succederà al Conte bis? «Questo governo -replica Cerno- è già in fase di prescrizione a sua volta. Non può durare, mi sembra ovvio. Perlomeno, non può durare se prima non scioglie questo contenzioso fondamentale e divisivo»

Ma sul garantismo di Renzi, ha qualcosa da ridire il forzista Francesco Sisto: «La diagnosi è semplice, indipendentemente dai temi c’è qualcuno che ricatta il governo dall’interno e qualcuno che fa opposizione. Renzi ricatta il governo dall’interno e noi facciamo opposizione. Sono due cose diverse e inconciliabili tra loro. C’è il garantismo vero che è quello di FI e il garantismo d’occasione che è quello di Italia viva. Non inganni la occasionale coincidenza di determinate tematiche. Renzi è un giocatore disinvolto, abbastanza impavido, che tiene il governo sotto scacco».

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