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“Chi non è madre non può parlare”. Bufera sull’assessora leghista che sta riformando gli affidi

 “Accetto qualunque critica, ma non da donne che non hanno figli" ha dichiarato Chiara Caucino. E le opposizioni chiedono le dimissioni
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“Accetto qualunque critica, ma non da donne che non hanno figli”. E’ bufera sulle parole dell’assessora regionale Chiara Caucino, leghista, che si occupa della nuova legge sugli affidi. Una legge contestatissima dalle opposizioni contro la quale, sabato scorso, hanno sfilato migliaia di persone a Torino, compresa la sindaca Chiara Appendino.

“C’è chi parla e non è nemmeno madre – ha aggiunto l’assessora leghista –  forse prima di parlare dovrebbe passare per quel sacro vincolo. Sono arrabbiata con chi non capisce che non strumentalizzo i bambini e che il mio interesse è tutelarli: lo faccio per mio figlio e per tutti i bambini. Perché i figli sono dei genitori e non dello Stato, al contrario di quanto credono alcune parti politiche».

Durissima le opposizion con il Pd che ha chiesto le dimissioni dell’assessore. «Caucino vuole tappare la bocca a chi contrasta la sua proposta di legge su allontanamento zero pur non avendo figli” – dice il segretario Pd Piemonte Paolo Furia. “Neanche troppo velato riferimento a chi tra le nostre fila sta seguendo, con competenza e tenacia quotidiana, la battaglia, condivisa da servizi sociali, istituzioni e associazioni, contro la sua propagandistica proposta di legge – aggiunge -. Siamo dunque già al secondo insulto e offesa personale nei riguardi di qualcuno di noi da parte di assessori regionali di questa ‘moderatissima’ giunta. Ora basta. Il presidente Cirio perderà credibilità se non interverrà subito nel mettere fine a questa sceneggiata dell’assessore Caucino. La quale, avendo dimostrato di non essere all’altezza del ruolo, dovrebbe dare le dimissioni seduta stante e chiedere scusa a chi ha offeso”

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