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Confuciani contro maoisti. La politica italiana riscopre la Cina…

Da Renzi, Bettini a Salvini, tutti a lezione di saggezza orientale
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Chi l’avrebbe mai detto che Confucio sarebbe diventato un giorno il pensatore di riferimento degli anti-Conte? Eppure, suo malgrado, il grande filosofo dei “Dialoghi” si è trasformato nell’autore più citato dai leader politici ossessionati dall’avvocato del popolo.

È successo ieri a Matteo Renzi, ma era accaduto due mesi fa anche a Matteo Salvini. Il primo, dopo aver picconato per settimane sulla riforma della prescrizione, cita il filosofo per smentire le “bufale” su una pattuglia di senatori responsabili, tra cui alcuni esponenti di Italia viva, già pronta a sostituire i renziani in maggioranza. “La pazienza è potenza”, scrive Renzi, prendendo in prestito le parole di Confucio. “Ci vuole pazienza per sopportare le fake news di questi giorni. Ma noi ne abbiamo tanta: il gelso diventerà seta”, aggiunge l’ex premier, entrato ormai in rotta di collisione con Giuseppe Conte.

Ma di pazienza Renzi dovrà davvero averne parecchia per evitare di finire all’angolo, condannato all’irrilevanza parlamentare o, peggio, elettorale. Ne sa qualcosa l’ex alleato dei 5Stelle, Matteo Salvini, relegato all’opposizione, dopo la mattata agostana del Papeete. Chiedeva i pieni poteri e si è ritrovato a discutere la leadership del centrodestra con Giorgia Meloni. Non pensava, il leader della Lega, che quell’avvocato sbucato dal nulla fosse in grado di sopravvivere politicamente allo sgambetto estivo, né, tantomeno, che fosse capace di rimanere a Palazzo Chigi, a capo di un’altra maggioranza.

Si è dovuto ricredere. E a dicembre, mentre l’Italia sovranista scopre l’esistenza di una strana nuova creatura da combattere, il Mes, Salvini in Aula punta il dito contro Conte, colpevole di aver svenduto il Paese alle banche. E pazienza se la riforma del Fondo salva Stati fosse in carreggiata già ai tempi del Carroccio al governo. Il “capitano” non c’era, e se c’era non aveva capito. Affossare Conte è una questione di vita o di morte e ogni arma, retorica, è lecita. Citazione di Confucio compresa. “L’uomo superiore è calmo senza essere arrogante. L’uomo da poco è arrogante senza essere calmo”, dice Salvini in Senato, sperando di irritare Conte.

Che invece resta impassibile, come nel suo stile, e “calmo” come un coccodrillo sotto il pelo dell’acqua aspetta che la preda abbia sete. Insomma, Confucio potrebbe non portare bene agli aspiranti attentatori della premiership. Al momento tutti i colpi sono andati a vuoto. E a furia di mostrarsi “pazienti” o “superiori”, come Renzi e Salvini, si rischia apparire come semplici “tigri di carta”, come dice Goffredo Bettini, citando ben altri autori cinesi.

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