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Meglio rimanere nell’Ue, anzi no. Salvini corregge l’europeismo di Giorgetti

Il numero due del Carroccio aveva detto: "L'uscita dall'euro non è più un obiettivo politico del partito"
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Differenza di vedute nella Lega, forse per la prima volta da quando il Capitano è Matteo Salvini. E lo scontro a distanza è proprio tra lui e il suo braccio destro, il leghista della prima ora Giancarlo Giorgetti.

L’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio,  per spiegare la sua nomina a capo della “diplomazia” leghista proprio su incoronazione di Salvini, aveva spiegato che “L’uscita dall’euro non è più un obiettivo politico del partito”, di più “Noi non vogliamo uscire. Ma non siamo più i soli a dire che molto deve cambiare. Per due ragioni: i trattati sono stati scritti in un’altra era geologica; l’epoca Merkel si avvia a conclusione. Così non si regge. Come si fa a competere con i colossi cinesi con le nostre attuali regole sugli aiuti di Stato? Come si fa ad avere un target del 2% di inflazione che oggi non si ottiene più neanche pompando moneta?”.

La frase, che aveva stupito molti perchè poco “sovranista”, è stata immediatamente corretta dal leader in persona, cui la svolta moderata del suo generale non deve essere piaciuta. “O l’Europa cambia o non ha più senso di esistere. Gli inglesi hanno dato dimostrazione che volere è potere: o si sta dentro, cambiando le regole e aiutando i nostri lavoratori, imprese, agricoltori, pescatori, oppure come ha detto un pescatore che ho incontrato a Bagnara, in Calabria, ragazzi… allora facciamo gli inglesi. O le regole cambiamo o è inutile stare in una gabbia dove ti strangolano”.

Insomma, nessun ritocco della rotta e anzi, avanti a più non posso con buona pace di Giorgetti.

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