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Caso Gregoretti, Salvini cita Ezra Pound ed entra “a testa alta” in Senato

Iniziata la seduta per decidere se autorizzare il processo per il leader leghista. Italia Viva voterà sì all'autorizzazione
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L’ACCUSA DI SEQUESTRO DI PERSONA
E’ iniziato al Senato l’ultimo atto del caso Gregoretti, la nave della Marina militare bloccata per più di tre giorni dall’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini il quale impedì lo sbarco alle 116 persone a bordo.

Vicenda per la quale lo stesso Salvini è stato accusato di sequestro di persona dal tribunale di Catania. Dopo il via libera da parte della Giunta per le autorizzazioni, oggi sarà il Senato a stabilire definitivamente se Salvini potrà essere processato.

LE DICHIRAZIONI
«Sono Pronto per intervenire in Senato, a testa alta e con la coscienza pulita di chi ha difeso la sua terra e la sua gente», ha scritto Matteo Salvini su Facebook prima di entrare in Aula del senato. «Se un uomo non è disposto a lottare per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla luì», aggiunge citando una frase attribuita a Ezra Pound.

La relatrice leghista Erika Stefani,  ha sottolineato come tutto l’esecutivo fosse coinvolto nella vicenda: “È chiaro il coinvolgimento di tutto il governo. Non è stata registrata alcuna presa di posizione contraria”.

Emma Bonino di +Europa ha spiegato: “È ridicolo sostenere che una nave italiana fosse una minaccia per la patria. Voterò a favore dell’autorizzazione a procedere per dare la possibilità a Salvini di difendersi come tutti i cittadini nel processo e non dal processo”.

Matteo Renzi, ha chichiarato netto: “Non intervengo in aula, ma voto”.

Durissimo il senatore ex M5s ed ex comandante Gregorio De Falco: “La Diciotti è una nave di 100 metri, costruita e allestita per il soccorso d’altura, la Gregoretti è di 60 metri e costruita per l’attività di vigilanza e pesca che non può tenere a bordo un gran numero di persone per tanto tempo e sotto il sole: fu un’inutile crudeltà”. Per poi fare un appello a Salvini: “Mi piacerebbe che rinunciasse all’immunità”.

Applauditissimo l’intervento-arringa di Giulia Bongiorno: “L’avvocato vero di Salvini non sono io, è Conte! Noi della presidenza del Consiglio abbiamo lavorato per ricollocare e consentire poi lo sbarco”. Bongiorno ha quindi aggiunto: “Sono queste le sue parole. Non parliamo di correità degli altri membri del governo perché non c’è nessun reato”. Ha poi ricordato all’aula la separazione dei poteri. “Non trasformate i senatori in Azzeccagarbugli, Salvini non si faccia provocare. In gioco non c’è il suo destino ma l’autonomia del potere politico”.

 

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