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Innocenti in prigione? La soluzione fisiologica di Gratteri

Ospite de LA7 il procuratore capo di Catanzaro ritiene del tutto normali le mille ingiuste detenzioni che avvengono ogni anno in Italia. E chi lo critica è «una mela marcia»
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Ospite (come spesso accade) del programma Di Martedì condotto da Giovanni Floris, il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri ha fatto sapere agli italiani che gli oltre mille innocenti che ogni anno finiscono in prigione sono una cifra «fisiologica».  E le vite distrutte, e i risarcimenti milionari che lo Stato deve pagare alle vittime della malagiustizia? Sono il prezzo da pagare se si vogliono avere dei giudici in grado di contrastare la dilagante  «impunità di chi comanda».

Il pensiero di Gratteri, che gode di un grande sostegno dell’opinione pubblica, è a suo modo cristallino: meglio un innocente in galera che un presunto colpevole in libertà.

E quando il conduttore gli ha chiesto se non ci fosse il rischio di scivolare nel giustizialismo il procuratore ha risposto che per lui in Italia «non c’è alcun giustizialismo, ma solo l’applicazione rigorosa delle sentenze».

E le critiche all’inchiesta “Rinascita Scott” (oltre 300 arresti in tutta Italia) che provengono anche da parte di diversi esponenti della magistratura? «Dimostrano che ho ragione e che stiamo lavorando bene».  A quel punto la giornalista Ilaria D’Amico in collegamento da Milano ha ironizzato: «Una specie di molti nemici molto onore signor procuratore».

Con il senso dell’ironia che lo contraddistingue Gratteri ha chiosato: «Sono le mele marce che tentano di ostacolare il mio lavoro».  Insomma i colleghi che in futuro avessero la tentazione di criticare il procuratore capo di Catanzaro sono avvertiti.

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