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Arretrato civile e penale, ecco i dati dalle Corti d’Appello

Maglia nera per Bolzano, la cui Corte d'Appello nel 2019 ha aumentato le pendenze sia civili che penali
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L’apertura dell’anno giudiziario è sempre occasione di bilanci e il ministero della Giustizia ha pubblicato i nuovi dati sull’arretrato civile e penale delle Corti d’Appello italiane. I numeri, registrati nel terzo trimestre del 2019, fotografano la situazione nei 26 distretti (più le tre sedi distaccate di Bolzano, Sassari e Taranto) e la variazione rispetto a fine 2016.

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Settore civile

A sorpresa, la maglia nera è di Bolzano: insieme a Trento sono le uniche due Corti d’Appello in cui il trend dell’arretrato invece che diminuire aumenta. Tutte le altre Corti d’Appello italiane, invece, in poco meno di tre anni hanno diminuito il numero di carichi pendenti sull’Ufficio. Le Corti d’Appello più virtuose sono quelle di Perugia, Torino e Milano.

 

Settore penale

Decisamente peggiore è  la situazione dell’arretrato penale. Le due Corti d’Appello con il maggior contenzioso, Napoli e Roma, hanno entrambe peggiorato i loro valori rispetto a quelli del 2016 con un aumento rispettivo del 22,7% e del 5,3% delle pendenze. La maglia nera, tuttavia, spetta alla Corte d’Appello di Sassari, che in tre anni ha aumentato il carico pendente quasi dell’80%, passando dalle 916 del 2016 alle 1.646 del 2019.

I dati, infine, mostrano come 17 Corti d’Appello su 29 abbiano aumentato le pendenze penali in tre anni e solo 12 siano invece riuscite a migliorare la situazione. La più virtuosa è la Corte d’Appello di Messina, che è passata da 5.392 cause pendenti nel 2016 a 2.165 nel 2019, abbattendo il numero del 59,8%.

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