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Whirlpool ora chiude. I lavoratori aggrediscono i sindacati. Bentivogli: “Di Maio è sparito”

L'azienda pronta a chiudere il sito di Napoli. Calci e sputi ai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil
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Dopo aver festeggiato la “sconfitta della povertà”, quella di Whirlpool era stata la seconda grande vittoria annunciata da Luigi Di Maio prima di prendere armi e bagagli e trasferirsi dal ministero del Lavoro a quello degli Esteri.

A distanza di 15 mesi da quell’annuncio trionfale, era l’ottobre del 2018 e il governo giallo-verde navigava a gonfie vele, Whirlpool ieri ha annunciato che dismetterà la produzione di lavatrici di alta gamma del sito di Napoli il 31 ottobre prossimo: la sua attività non è più sostenibile economicamente e lo stabilimento campano perde 20 milioni all’anno.

LA RABBIA DEI LAVORATORI
Durissima la contestazione all’uscita dal tavolo Whirlpool al Mise per i tre segretari generali di Fim, Fiom e a Uilm, Bentivogli, Re David e Palombella da parte di un piccolo gruppo di lavoratori mentre illustravano agli operai del sito di Napoli in presidio l’esito dell incontro. Calci spinte e sputi verso i sindacalisti al grido di “venduti venduti” soprattutto all’indirizzo del leader Fiom, Francesca Re David che l’intervento delle forze dell’ordine ha evitato che la situazione degenerasse.

BENTIVOGLI (FIM) ATTACCA DI MAIO
E Durissima la reazione del segretario della Fim, Bentivogli che attacca l’ex ministro Di Maio: “Trovo comprensibile la rabbia di questi lavoratori che hanno avuto per mesi le rassicurazioni da un Ministro che li ha ingannati e illusi per poi cambiare dicastero. E’ normale: finite le campagne elettorali certi politicanti spariscano dopo aver fatto danni e che chi ci mette la faccia anche nei momenti difficili di trasforma in un bersaglio perché siamo gli unici a non scappare dalle nostre responsabilità”, ha commentato Bentivogli.

Nel frattempo il governo e la stessa azienda però vaglieranno eventuali candidature o manifestazioni di interesse ed entro il prossimo luglio appronteranno una short list di possibili partner industriali interessati all’acquisizione del sito di via Argine.

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