Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Torture al 41 bis: dai pestaggi alle bruciature dei piedi

Quattro istituti nel mirino del Comitato europeo per la prevenzione della tortura. Nel rapporto si evidenzia il caso di Biella dove gli internati sono senza una occupazione e tenuti in condizioni pessime
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Un quadro sconvolgente quello dipinto dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura ( Cpt) nel rapporto pubblicato ieri relativamente alle visite effettuate dal 12 al 22 marzo dell’anno scorso. Lo scopo della visita ad hoc del Cpt era di riesaminare la situazione dei detenuti collocati nei regimi di alta sicurezza, il regime speciale ‘ 41 bis’ e prigionieri sottoposti a varie misure di isolamento e segregazione come l’isolamento ( definito “anacronistico” dal comitato) imposto dal tribunale ai detenuti condannati all’ergastolo.

Quattro sono gli istituti penitenziari visitati e in tutti sono stati riscontrati problemi di maltrattamento da parte degli agenti penitenziari. Non solo quello di Viterbo quindi, ma anche il carcere Opera di Milano, quello di Biella e quello di Saluzzo. All’inizio della visita, la delegazione era stata informata dalle autorità e da altri interlocutori come il Garante Nazionale e l’associazione Antigone riguardo alle preoccupazioni dell’aumento del numero di eventi critici, in particolare il numero di aggressioni contro il personale carcerario da parte di detenuti, episodi di autolesionismo e violenza tra detenuti. Questa tendenza è stata attribuita dalle autorità all’aumento del numero di detenuti con problemi di salute mentale causati, tra l’altro, dalla chiusura degli Opg e il limitato numero di posti disponibili nelle residenze per l’esecuzione di misure di sicurezza, nonché dalle tensioni interetniche. Ma dalle visite, la delegazione del Cpt ha riscontrato anche gravi episodi di violenza da parte di alcuni agenti.

Violenze che sarebbero avvenute al 41 bis come la vicenda di una ispettrice femminile del carcere di Viterbo che avrebbe bruciato le dita dei piedi con un accendino per accertare se il detenuto stesse fingendo uno stato catatonico. Non solo. Il 26 gennaio 2019, un gruppo di sette ufficiali del Gom sarebbe entrato nella cella del medesimo detenuto e, dotati di equipaggiamento, l’avrebbero pestato. Sempre a Viterbo, un detenuto ha affermato che il 30 dicembre 2018 – dopo un alterco verbale con un agente che lo avrebbe fatto inciampare – lo stesso funzionario di polizia gli avrebbe inferto dei colpi in faccia con una chiave di metallo della porta e lo avrebbe preso a calci.

Ma le violenze non sarebbero state commesse solamente al carcere di Viterbo. Secondo quanto riportato dal Comitato europeo, diversi maltrattamenti sarebbero avvenuti anche alle altre carceri visitate. C’è l’esempio di Saluzzo dove un detenuto con problemi psichiatrici si è ritrovato con le dita schiacciate a causa del blindo chiuso con forza dagli agenti. Oppure al carcere Opera di Milano dove un detenuto avrebbe ricevuto diversi schiaffi in faccia da un ispettore della polizia penitenziaria dopo averlo sorpreso con della droga. Gli schiaffi avrebbero danneggiato la sua protesi dentale. Al carcere di Biella ( dove viene sottolineata la presenza di decine di internati tenuti senza una occupazione e tenuti in condizioni pessime come già denunciato da Il Dubbio),

invece, un detenuto ha denunciato che dopo aver colpito un ufficiale del carcere con una scarpa nel corso di un alterco, sei membri del personale della polizia lo avrebbero trattenuto e gli avrebbero consegnato diversi pugni alla schiena e ai fianchi. In un certo numero di casi la delegazione del Cpt ha trovato i referti negli archivi medici che erano compatibili con le accuse di maltrattamenti che i detenuti avrebbero ricevuto.

Dopo aver denunciato anche il considerevole sovraffollamento, il Cpt ha chiesto di riformare il 41 bis. Nel rapporto si evidenzia che ‘ ha incontrato almeno due detenuti al 41 bis affetti da seri disordini mentali’ e si chiede come le autorità ‘ abbiano valutato la loro capacità di provare che non sono più in grado di controllare le organizzazioni criminali che capeggiavano e se sia necessario tenerli ancora sotto il regime del 41 bis’. Inoltre stigmatizza l’utilizzo delle cosiddette aree riservate ( un super 41 bis), dove il collocamento del detenuto dovrebbe essere limitato nel tempo e soggetto a revisione mensile.

 

Ultime News

Articoli Correlati