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Gli Usa di Trump, Neiwert: «L’America inizia a essere stanca del populismo»

David Neiwert giornalista e scrittore. «Per I movimenti di estrema destra il presidente è un nume tutelare, ma con I continui episodi di violenza si è raggiunto ormai un livello di saturazione»
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«Signore e signori: nella vita pubblica americana esiste una dimensione alternativa, uno spazio mentale oltre i fatti e la logica, dove le regole dell’evidenza sono sostituite dalla paranoia. Benvenuti nell’America alternativa, l’Alt- America, in breve». Una dimensione alternativa in cui è normale credere che il surriscaldamento globale sia una bufala, che le minoranze mirino a prosciugare i soldi delle tasse in programmi di assistenza a scapito dei veterani senzatetto o che un’élite globale sia intenzionata a disarmare il popolo modificando il Secondo Emendamento. Scampoli di disinformazione varia e fake news che spianano terreni sempre più ampi a quella destra radicale di cui Trump è espressione chiara e compiaciuta. Uno studio dettagliato e rigoroso del percorso della destra estrema in America dagli anni Novanta del secolo scorso fino alle ultime elezioni presidenziali informa il nuovo saggio del maestro del giornalismo d’inchiesta David Neiwert, Alt- America. L’ascesa della destra radicale nell’era di Trump ( minimum fax).

«Sono passionali» : così il Presidente americano Trump descrive i propri sostenitori. L’ascesa della destra radicale esplode con Donald Trump o è il prodotto di un processo più lungo?

Il fenomeno è esploso con Trump ma le sue radici si sono rinsaldate negli ultimi quindici o vent’anni. Il contesto in cui il Presidente Trump ebbe a dire che i propri sostenitori sono passionali afferisce a un crimine d’odio avvenuto a Boston, nel corso del quale alcuni suoi supporter hanno picchiato un senzatetto latino- americano, fin quasi a ucciderlo, per poi urinargli addosso: una volta interrogati, dissero di averlo fatto per Trump. Una persona normale non esiterebbe a prendere le distanze, mentre Trump, pur sottolineandone la gravità, minimizza le loro azioni, come ha fatto anche in occasione del corteo nazista di Charlottesville. Ogni episodio di violenza è oggetto di una condanna molto blanda per poi venire successivamente ridimensionato. I suprematisti bianchi vedono in lui una guida e un nume tutelare. Quello che fa Trump è, in ultima analisi, radunare la gente all’interno della sfera del proprio autoritarismo, frapponendo un cuneo tra la realtà e il proprio elettorato: per tal motivo, mente tutto il tempo – sapendo di mentire – o pronuncia provocazioni sconvolgenti.

Crede che, dopo essere approvata dalla Camera, la procedura di impeachment potrà ottenere anche il placet del Senato?

Ci spero molto, ma temo che al Senato non passerà. Ci vorrebbero dieci Repubblicani che votino a favore dell’impeachment, cosa che non credo molto probabile. Tuttavia, comunque vada, questo tentativo d’impeachment ha avuto come effetto positivo l’aver reso manifesto al grande pubblico quanto esso sia manipolato dalla disinformazione veicolata dai social media e dai media più tradizionali e promossa anche da attori esteri, in primo luogo la Russia. Questa strategia di disinformazione mira a un duplice obiettivo: in primis permettere a Trump di rafforzare il proprio consenso e, in secondo luogo, a convincere i Democratici circa la disaffezione di buona parte del proprio elettorato, adducendo a ciò – complice l’indagine dell’FBI su Hillary Clinton – la loro sconfitta alle elezioni del 2016.

Fino a che punto crede che l’Alt- America possa influenzare l’America reale e quale ruolo hanno i giovani in tutto ciò?

Penso che l’Alt- America abbia la capacità di attirare molte persone, fa appello a componenti irrazionali e incrocia così i desiderata di tanti americani che votano di pancia, d’istinto. Credo, tuttavia, che si stia raggiungendo un livello di saturazione, in quanto sono avvenuti troppi fatti eclatanti – il massacro alla scuola elementare di Sandy Hook fra i tanti – che hanno fatto vacillare tale dinamica. Chi ha scarsa empatia riesce a razionalizzare anche le azioni più ignominiose, finalizzandole al bene dell’America. I movimenti neonazisti sono espliciti nel voler reclutare e plasmare i più giovani. Vi è inoltre un’altra componente, ovvero la destra più tradizionale, iper- religiosa e fanatica delle armi, abituata a formarsi le proprie opinioni su canali come Fox News, che sistematicamente insegna a metà dell’America a odiare l’altra metà. Nella zone rurali vi è gente che onestamente odia i liberali di città, auspicando una vera e propria guerra civile.

Parliamo dell’ascesa della destra radicale in tutto il mondo. In che modo questo modello si diffonde?

È evidente come le due sponde dell’Atlantico si influenzino a vicenda. Penso al norvegese Anders Breivik, nel cui manifesto faceva riferimento a posizioni proprie dalla destra radicale americana, o al carattere trans- nazionale di alcuni movimenti neonazisti. Tali interazioni sono rese possibili anche da Internet, che perpetra un’illusoria parvenza di comunicazione e rende più facile la disumanizzazione, coinvolgendo con maggiore intensità individui con una scarsa vita sociale.

 

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