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La Lega salva il referendum sul taglio dei parlamentari

Il ritiro delle firme dei parlamentari legati a Mara Carfagna aveva stoppato l'iter
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Nonostante il passo indietro dei quattro esponenti di Forza Italia, legati a Mara Carfagna, al Senato il traguardo delle 64 firme necessarie per richiedere un referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari è stato raggiunto e superato.

Decisivo, l’apporto di alcuni senatori della Lega, anche se nelle ultime ore hanno ritirato la loro sottoscrizione due rappresentanti del Partito democratico, Francesco Verducci e Vincenzo D’Arienzo, e Mario Michele Giarrusso del Movimento cinque stelle.

Fonti del M5s commentano: «non hanno resistito alla voglia di tenersi strette le poltrone e, a quanto pare, è arrivato l’aiutino della Lega. Non vediamo l’ora di dare il via alla campagna referendaria per spiegare ai cittadini che ci sono parlamentari che vorrebbero bloccare questo taglio, fermando così il risparmio di circa 300 mila euro al giorno per gli italiani che produrrebbe l’eliminazione di 345 poltrone».

Il termine ultimo per presentare il quesito referendario era fissato per il 12 gennaio e i promotori dell’iniziativa si vedranno oggi pomeriggio, di fronte alla Corte di Cassazione, a Roma, per poi depositare finalmente la richiesta. La raccolta firme era stata promossa dalla Fondazione Einaudi. Il Partito radicale, invece, non è riuscito a raccogliere le 500 mila firme per promuovere la consultazione referendaria di iniziativa popolare, fermandosi a quota 669.

L’iniziativa referendaria era nata lo scorso 18 dicembre da parte della Fondazione Einaudi che, assieme a Nannicini, Cangini e Pagano, promotori della raccolta firme tra i senatori per chiedere il referendum costituzionale sulla riforma che riduce il numero dei parlamentari, tennero una conferenza stampa per annunciare il raggiungimento della quota di firme necessarie previste dalla Costituzione, ovvero un quinto degli eletti in una delle due Camere. In quell’occasione, i promotori affermarono che erano 65 i senatori che avevano apposto le loro sottoscrizioni.

Nell’elenco spiccava il nome del senatore a vita e premio Nobel Carlo Rubbia, ma anche dei due senatori M5s, Grassi e Urraro, passati poi al gruppo della Lega di palazzo Madama, ma che al momento della firma figuravano ancora appartenere al gruppo pentastellato. Questo l’elenco dei 65 firmatari diffuso lo scorso 18 dicembre. Ora, a distanza di qusi un mese le firme sono diventate 71, tra le quali spiccano i nomi di sei leghisti.

 

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