Beppe Grillo che vuol parlare solo di «amore e bellezza». L’ex ministro Salvini che torna a invocare la Madonna: «Farò tutto quello che è umanamente possibile, con l’aiuto di Dio e del cuore immacolato di Maria, per restituire agli italiani lavoro, serenità e sicurezza, alle famiglie speranza e futuro, ai giovani certezze e diritti, nel nome del valore supremo della libertà, oggi troppo spesso negata».

E infine il Luigi Di Maio che replica immediatamente all’ex ministro dell’Interno: «Non citerò né madonne o Dio, lo lasciamo fare a chi sta in difficoltà, a chi ha davvero bisogno, noi non abbiamo bisogno di slogan o frasi fatte, o di invocare l’aiuto di Dio per fare carriera politica». Insomma, il nuovo anno della politica inizia fin dalle prime ore del mattino del 2020.

Chiude il giro delle dichiarazioni l’ex premier Matteo Renzi: «Il 2019 non è stato un anno bellissimo come pure era stato autorevolmente profetizzato. Con i populisti doveva sparire la povertà e invece è sparita la crescita. Però abbiamo mandato a casa Salvini, approfittando di un suo scivolone agostano. A tutti quelli che dicono ’ dovevate andare a votarè, ricordo che se fossimo andati a votare oggi avremmo avuto un governo di cinque anni di estrema destra con i numeri per eleggere un presidente della Repubblica sovranista. La decisione di agosto mi è costata molto sotto il profilo personale - conclude l’ex premier - ma è stata una scelta fatta nell’interesse del Paese, non nell’interesse personale».