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Vaticano, Bergoglio abolisce il segreto pontificio per i reati di pedofilia

Svolta del Vaticano sugli abusi. La decisione papale arriva dopo un summit tenuto il febbraio scorso in cui furono soprattutto le vittime a chiedere che si gettasse luce sulle violenze dei prelati
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«Una decisione epocale che rimuove ostacoli e impedimenti. La questione della trasparenza è ora implementata ai massimi livelli».

Sono le parole pronunciate dall’arcivescovo di Malta, Charles Scicluna, riportate dall’agenzia di stampa cattolica Vatican News che commentano una svolta storica sul modo con il quale la Chiesa affronterà d’ora in poi i casi di abusi sessuale commessi da chierici e appartenenti ai vari gradi della gerarchia ecclesiastica.

Con due documenti di fondamentale importanza, di cui uno firmato dal cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, il Papa abolisce il segreto sulle violenze sessuali nei confronti di minori. Ma il Pontefice fa anche di più perchè anche i cosiddetti delitti di pedopornografia ricadranno nella fattispecie dei cosiddetti delicta graviora cioè i reati considerati più gravi che in questo caso riguarderanno anche la detenzione e diffusione di immagini pornografiche di minori fino a 18 anni, innalzando l’età precedente che era di 14.

La decisione papale arriva dopo un summit tenuto in Vaticano nel febbraio scorso in cui furono soprattutto le vittime a chiedere che si gettasse luce sugli abusi subiti e che i responsabili venissero perseguiti.

La Chiesa negli ultimi anni infatti è stata scossa da migliaia di denunce contro sacerdoti con relative accuse di insabbiamenti.

Ciò poteva evidentemente essere reso possibile solo sollevando dall’obbligo del silenzio coloro a conoscenza di tali fatti, una misura che è sempre stata giustificata con la necessità di garantire la riservatezza e la privacy della vittima insieme alla reputazione dell’imputato e l’integrità del processo canonico.

Ora cambierà tutto: Papa Francesco ha infatti incaricato i funzionari vaticani di conformarsi alle leggi civili e di assistere le autorità giudiziarie nelle indagini.

Il direttore editoriale di Vatican News, Pietro Tornielli, ha spiegato in che modo si metterà in atto questa collaborazione: «Le denunce, le testimonianze e i documenti processuali relativi ai casi di abuso conservati negli archivi dei Dicasteri vaticani come pure quelli che si trovano negli archivi delle diocesi, e che fino ad oggi erano sottoposti al segreto pontificio, potranno essere consegnati ai magistrati inquirenti dei rispettivi Paesi che li richiedano. Un segno di apertura, di disponibilità, di trasparenza, di collaborazione con le autorità civili».

Particolarmente importante è una novità introdotta in un articolo del nuovo codice che permette anche a fedeli laici, che hanno conseguito un dottorato in Diritto canonico, di esercitare il ruolo di avvocato e di procuratore nei procedimenti riguardanti i casi di abusi sessuali da parte di membri della Chiesa.

In ogni caso niente potrà cambiare il segreto della confessione, la quale rimane intangibile, e non c’è nemmeno l’obbligo di pubblicazione o divulgazione delle carte processuali.

Le documentazioni quindi saranno fornite essenzialmente alle autorità civili che indagano su avvenimenti delittuosi già oggetto di un procedimento canonico.

 

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