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Renzi apre un nuovo fronte: «La plastic tax crea solo disoccupazione»

Vertice a Palazzo Chigi sulla manovra. «Le tasse contro la plastica e lo zucchero “funzionano” mediaticamente per I populisti, ma sono un autogol per le aziende»
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Rimandato lo scontro sul Mes e stemperate le tensioni sulla prescrizione, oggi è la manovra a movimentare le acque mai placide della maggioranza. A gettare benzina sul fuoco, questa volta, ci pensa Italia Viva, annunciando l’arrivo di sub emendamenti per eliminare la plastic tax già dimezzata e rinviata a luglio – e rivedere nuovamente la tassazione delle auto aziendali. «Le tasse contro la plastica e lo zucchero “funzionano” mediaticamente per i populisti. Ma sono un autogol per le aziende del settore», scrive su Facebook il senatore Matteo Renzi, leader di un partito che in mattinata aveva deciso di abbandonare i lavori in Commissione.

«Se vuoi ridurre la plastica, incentiva la trasformazione ecologica. Se vuoi cambiare stili di vita, investi sull’educazione.

Ma aumentare le tasse serve a far cassa. E fa licenziare 5.000 persone.

Ecco perché Italia Viva combatte contro l’aumento di queste tasse # noTax», è la linea indicata dall’ex premier poco prima del vertice di maggioranza, convocato a cui prendono parte il premier Giuseppe Conte, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, quello delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, il responsabile della Salute, Roberto Speranza, il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, e i parlamentari di Italia Viva, Luigi Marattin e Davide Faraone.

E se Renzi attacca, il senatore grillino Elio Lannutti non si fa pregare a rispondere. «Italia Viva abbandona lavori Commissione contro plastic tax e chiede verifica», scrive su Twitter l’esponente pentastellato. «Col Pd hanno posto il veto emendamento per far pagare 5 miliardi di Imu alla Chiesa, in ossequio sentenza della Corte di Giustizia Ue», aggiunge Lannutti.

Insomma, anche in questo caso a Conte toccherà fare gli straordinari per trovare una mediazione tra le parti. Ma il premier sembra fiducioso. «Come sempre opereremo una sintesi, che non sarà per favorire una singola forza politica rispetto alle altre ma per favorire l’interesse degli italiani», è l’auspicio di Conte.

 

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