La prescrizione agita la maggioranza, ma anche l’opposizione e la Lega, che meno di un anno fa votò la Spazzacorrotti ma- come spiega l’ex sottosegretario alla giustizia, Jacopo Morrone - «con la promessa che lo stop entrasse in vigore solo dopo una vera riforma della giustizia che rendesse certi i tempi dei processi» oggi è pronta a dare battaglia.

Onorevole, secondo voi il patto fatto con voi dovrebbe venire comunque rispettato anche in questo governo?

La norma sulla prescrzione era vincolata alla condizione necessaria e indispensabile di una riforma della giustizia che garantisse la ragionevole durata dei processi. Ad oggi, il dato di fatto è che questa riforma non esiste. Il patto dovrebbe venire rispettato e dunque l’entrata in vigore andrebbe bloccata o posticipata, fino a quando una riforma vera e propria non sia pronta. Altrimenti, il sistema giustizia si

paralizza.

Eppure la condizione è stata stipulata con una maggioranza che oggi non esiste più.

Non c’entra. Quando si parla di giustizia, bisogna lasciare da parte l’ideologia e la politica e utilizzare come unico criterio guida l’interesse generale. E, in questo caso, l’interesse generale è che la giustizia funzioni, ma con lo stop della prescrizione senza una riforma organica di sistema si ottiene l’esatto contrario.

Quindi cosa fa la Lega?

Dai banchi dell’opposizione chiederà il blocco dell’entrata in vigore della norma. Ci sono già stato martedì, ma domani ( venerdì, ndr) tornerò in piazza Cavour, a Roma, per la maratona oratoria dell’Unione camere penali italiane.

Sperate che anche il Pd possa convergere sul pdl Costa che abroga il testo Bonafede?

Onestamente credo che sia difficile che il Pd converga su un testo dell’opposizione. È chiaro, però, che dentro il governo è in corso una discussione ampia e al centro c’è anche la credibilità del ministro Alfonso Bonafede, oltre che la stessa sopravvivenza del governo. Quello che si nota è che Italia Viva non consentirà l’entrata in vigore tout court e il Pd è in enorme difficoltà: si cerca una soluzione terza, ma temo che la toppa sarà peggio del buco.

In che senso?

Che siamo davanti a uno scacco matto. Le strade sono due: o la spuntano i 5 Stelle e lo stop alla prescrizione entra in vigore senza modifiche, oppure la norma verrà rimandata o bloccata e allora va vittoria schiacciante sarà del Pd. E allora penso che Bonafede potrebbe anche dimettersi, visto che è la sua norma bandiera. Tertium non datur.

La Lega sarebbe disposta a votare anche la soluzione del Pd, pur di bloccare l’entrata in vigore della norma?

Sono d’accordo con Matteo Salvini quando dice che noi votiamo anche con Topolino, per fermare una catastrofe annunciata. La lega si mette a disposizione del paese per fare qualsiasi cosa che possa migliorare la situazione. Certo, se una proposta arrivasse dovremmo prima leggerla e informarci, ma io sono scettico. Non è stato fatto nulla fino adesso, vedo complicato che in 5 giorni prima di Natale si possa presentare una soluzione.

Lei in particolare è stato sottosegretario proprio alla Giustizia, con il ministro Bonafede. L’intransigenza è davvero così forte?

Io, nel rispetto delle mie deleghe di allora, mi sono occupato della riforma della magistratura onoraria e della polizia penitenziaria. Devo dire che ho sempre trovato una mediazione, tanto che i disegni di legge oggi sono incardinati alle Camere e continuo a seguirli. Le dico, però, che posso fissare sul calendario quando il comportamento dei 5 Stelle è diametralmente cambiato.

E quando è successo?

Il giorno delle elezioni Europee. Da quel momento in poi l’atteggiamento di molti di loro è cambiato diametralmente. Si sono resi conto di aver perso consenso e che noi lo abbiamo guadagnato e questo ha fatto sì che i rapporti che prima erano di collaborazione diventassero quasi di antagonismo. Da quel momento in poi, abbiamo completamente perso gli obiettivi comuni.

Il governo cadrà sulla prescrizione?

Le rispondo così: se il governo rimane in sella anche dopo tutto quello che sta succedendo, è perchè in troppi temono di perdere la poltrona. L’aria che si respira alla Camera è di una coalizione di governo che è divisa su moltissimi temi: lavora solo sulle emergenze, mentre su tutto il resto i testi di legge non sono pronti, oppure manca il parere del governo. Prendiamo i temi della giustizia: la Spazzacorrotti rischia di venire censurata dalla Corte Costituzionale, la riforma del Csm è su un binario morto, la riforma carceraria si è intoppata perchè ora Bonafede deve trovare la quadra con l’artefice del disegno precedente, Andrea Orlando.

Però Conte reggerà?

Credo che il desiderio di potere li aiuterà a trovare una qualche sintesi, ma ciò non andrà di certo a vantaggio dei cittadini.