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Russia, Putin assalta i giornalisti: «Come agenti stranieri»

Putin
Firmata legge contro blogger e reporter critici. Il capo del Cremlino recupera la definizione che in Unione Sovietica veniva affibiata alle spie: basterà diffondere contenuti da media di altre nazioni
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Giornalisti sotto attacco in Russia. Il giro di vite contro il dissenso comincia da chi diffonde informazioni, e quindi dai giornalisti e anche dai blogger che sono entrambi oggetto di una nuova legge ad hoc che li rende bersagli più vulnerabili. Il presidente russo Vladimir Putin ha infatti firmato la controversa legge contro di loro che era stata approvata a spron battuto dal Parlamento russo, senza che nessuno riuscisse a fare un’opposizione all’altezza. Giornalisti e blogger possono essere equiparati ad agenti stranieri, e quindi trattati come tali, cioè molto pesantemente. Da ora in avanti le autorità russe potranno trattare anche le persone fisiche e non più solo quelle giuridiche ( già diverse testate erano state indicate come agenti stranieri) come «agenti stranieri», che poi è la dicitura con cui in Urss si bollavano le spie.

Per vedersi etichettato come agente straniero è sufficiente ricevere denaro dall’estero e diffondere materiale pubblicato dai media di organizzazioni a loro volta inserite nella blacklist degli agenti stranieri. Lista già piuttosto ricca di nemici messi all’indice, dato che nell’ambito delle iniziative di rappresaglia di Mosca per la decisione di Washington di inserire l’emittente filo- Cremlino

Russia Today nella lista degli agenti stranieri negli Usa, Mosca come ‘ misura speculare’ aveva bollato come agenti stranieri 10 testate americane, tra cui Voice of America e Radio Liberty. La nuova legge automaticamente riguarda anche i giornalisti che già lavorano in questi media.

La legge è in vigore da subito, e prevede che un individuo o un ente giuridico russo che diffondano notizie prodotte da testate inserite nella lista nera degli agenti stranieri, o partecipino alla loro creazione, possano essere riconosciuti a loro volta come “agenti stranieri”, con tutte le conseguenze del caso.

Per organizzazioni umanitarie come Amnesty International e Reporter senza frontiere si tratta di “un ulteriore passo verso la limitazione dei media liberi e indipendenti” in Russia e “un forte strumento per mettere a tacere le voci dell’opposizione”.

L’effetto immediato non è quello di una condanna come spia, ma le organizzazioni e le persone identificate come “agente straniero” devono presentarsi come tali nei materiali che producono.

Anche le ong che ricevono fondi dall’estero e sono impegnate in “attività politiche”, o semplicemente si permettono di criticare le autorità, sono contrassegnate come “agenti stranieri”.

 

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