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Mascherin a “Porta a porta” (VIDEO): chi assume il patrocinio a spese dello Stato lo fa col cuore

Il presidente del Cnf Andrea Mascherin nel suo intervento a "Porta a porta" di mercoledì
Ieri sera il programma ha riferito anche di un’indagine aperta dalla Procura di Roma su alcuni legali che avrebbero abusato dell’istituto. Nel suo intervento, il presidente del Cnf ha spiegato che «sarebbero puniti in modo durissimo», ma ha aggiunto: «Di solito gli avvocati che tutelano i deboli lo fanno per compensi bassi, con passione prima che con il diritto»
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Il presidente del Cnf Andrea Mascherin è intervenuto mercoledì sera a “Porta a porta”. In una puntata in cui il programma condotto da Bruno Vespa su Rai Uno si è occupato anche di un’indagine aperta dalla Procura di Roma sull’attività di alcuni studi legali, che avrebbero acquisito un abnorme numero di pratiche per il riconoscimento del diritto d’asilo e che avrebbero avviato una prassi inaccettabile e illegittima: pretendere compensi dai migranti nonostante si tratti, nella quasi totalità dei casi, di persone ammissibili al patrocinio a spese dello Stato.

«Quando si verificano casi simili, tra le persone offese ci sono naturalmente gli assistiti, c’è lo Stato, ma c’è anche l’avvocatura», ha ricordato Mascherin. Il quale ha spiegato di augurarsi che «le ipotesi al vaglio della Procura di Roma non siano vere» ma ha poi aggiunto che «qualora risultassero vere, si procederà, sul piano disciplinare, secondo le norme previste dal nostro codice deontologico, che sanziona in modo severissimo non gli avvocati che ricevono, come si presume in questa vicenda, 50 o 1000 euro da persone ammissibili al patrocinio a spese dello Stato, ma chi chiedesse anche un euro soltanto».

Il vertice della massima istituzione forense è stato a lungo ascoltato da Vespa e dai due esponenti politici presenti in studio: il capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio e il presidente dei deputati leghisti Riccardo Molinari. Nel corso del suo intervento ha avuto anche modo di soffermarsi sul disegno di legge all’esame proprio della commissione Giustizia di Montecitorio che modifica alcune norme relative al patrocinio a spese dello Stato.

«Si tratta di una funzione preziosa per la tutela non solo dei diritti dei migranti ma, per esempio, anche delle donne vittime di violenze o dei minori. Spesso vi si dedicano, col cuore prima che col diritto, avvocati giovani: per il loro ufficio non ricevono certo compensi elevati, tutt’altro. Quanto meno», ha ricordato il presidente del Cnf, «con la nuova legge si potrà evitare che i compensi del difensori arrivino addirittura dopo 3 o 4 anni».

Nel dibattito con i due parlamentari ospiti in studio, Mascherin ha poi fatto notare come possa essere utile «impedire con specifiche norme casi quali quello che, secondo la Procura di Roma, vedrebbe concentrato un alto numero di fascicoli per richieste di protezione internazionale in pochi, pochissimi studi. Certamente ha la sua importanza anche fare in modo che vi sia una rotazione tra gli avvocati iscritti al registro di chi può esercitare il patrocinio a spese dello Stato». Un registro, ha ricordato Mascherin, «dal quale viene definitivamente cancellato chi dovesse essere riconosciuto responsabile di condotte come quelle ipotizzate dalla Procura di Roma».

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