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Bonaccini: «Qui si può vincere anche senza il M5S ma l’alleanza è possibile»

Il governatore uscente critico sulla plastic tax, che avrebbe anche pesanti risvolti elettorali: «tanti posti di lavoro a rischio, il costo sociale sarebbe troppo alto»
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«Possiamo vincere anche senza il M5s», ma «credo che ci siano più punti di contatto che di divisione. Alcuni dicono che non vado bene, altri che sono la persona più adatta». Stefano Bonaccini, governatore dem uscente dell’Emilia Romagna, è sicuro: l’alleanza tra Pd e grillini in vista delle regionali di gennaio è fattibile, afferma ai microfoni di Radio Capital, anzi, auspicabile, a patto che si ragioni insieme sui programmi e che si parli dell’Emilia e non delle sorti del Paese. E in questo quadro, che secondo Noto Sondaggi vede i partiti di governo perdere 3,5 punti puntuali e la coalizione di centrodestra guadagnarne 6,7, a farla da padrona è il dibattito sulla Plastic Tax.

Mentre il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri apre ad una «modulazione», Bonaccini prova a riportare tutti sul terreno dei costi sociali, ricordando, dalle colonne del CorSera, che il comparto packaging e imballaggi, in Emilia, vede il 36% delle aziende e il 62% del fatturato, ovvero 4,4 miliardi, dell’intero Paese.

«Modulare vuol dire che la si corregge – ha affermato ottimisticamente -. Il fatto che tutto quello che riguarda l’export venga eliminato è un fatto positivo. L’Emilia Romagna diventerà la Regione con la delibera plastic free più avanzata del Paese e da mesi stiamo discutendo con imprese e sindacati, perché se il primo effetto è lasciare a casa migliaia di lavoratori il costo sociale è troppo alto. Pensiamo ad incentivi alla riconversione, a più investimenti sulla bioplastica, come dice la direttiva europea, e a interventi di premialità».

L’invito del presidente uscente è quello a dialogare, partendo anche da una consapevolezza: «siamo una Regione che da cinque anni è prima per crescita nel Paese, la disoccupazione è scesa al cinque per cento, stiamo tornando ai livelli pre- crisi.

Condizioni diverse – ha concluso – da quelle in cui si è andato a votare in Umbria», dove l’alleanza tra Pd e M5s è stata un flop. E su un nuovo possibile matrimonio tra i due partiti in Emilia si è espressa anche la capogruppo M5s in Consiglio regionale del Lazio, Roberta Lombardi, che dalle colonne del Fatto Quotidiano ha proposto una giornata aperta a tutti – M5s, forze civiche, Pd, associazioni, comitati e movimenti – per discutere dei temi principali in vista delle elezioni. «Vediamo chi viene – ha affermato – La risposta per poter fare un percorso insieme in queste elezioni nascerà naturale da chi ci sarà e se ci sarà».

Basta «alchimie di palazzo compulsando i sondaggi – ha affermato – Basta con i pochi che decidono per molti. Ma che siano le persone che vivono il territorio a decidere quali idee voler realizzare e chi volere accanto a sé. E se quella giornata andrà deserta o peggio ancora non produrrà uno straccio di idea condivisa – ha sottolineato Di Maio e Zingaretti avranno già la risposta che cercavano sull’Emilia, con buona pace di Bonaccini, gli esperimenti, la plastica e il paese. Chi ha deciso che siano Di Maio, Zingaretti, i gruppi parlamentari o i consiglieri regionali a decidere se andare insieme alle elezioni regionali?».

E dal segretario del Pd emiliano, Paolo Calvano, arriva la proposta di un “plastic meeting”, per mettere insieme chi in questi anni ha lavorato sul tema e ragionare sulle cose da fare per l’Emilia- Romagna. «Le forze del centrosinistra – spiega Calvano – hanno già lanciato alcune proposte, l’assessore Gazzolo è al lavoro su una nuova delibera plastic free, il Pd ha lavorato durante l’estate ad una proposta di legge seguita dalla collega Lia Montalti, anche il Movimento Cinque Stelle ha un proprio progetto di legge in tal senso ( presentato ieri, ndr), perché quindi non incontrarsi per trovare delle soluzioni che siano in grado di coniugare la sempre più necessaria tutela ambientale con la difesa dei posti di lavoro di un settore importante per la nostra economia regionale».

 

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