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Difesa di ufficio, nuove regole e rete dei territori

Oggi e ieri l’incontro tra il Cnf e I Coa territoriali. Tra le novità introdotte dal regolamento la predisposizione di una piattaforma online gestita dal Cnf e l’obbligo di formazione continua per gli iscritti all’elenco
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Grande partecipazione all’Incontro della Rete dei referenti per la difesa di ufficio, avviato nella giornata di ieri e in chiusura oggi con il secondo gruppo di delegati presso la sede del Consiglio Nazionale Forense. Il seminario, articolato in due sessioni per facilitare la partecipazione dei referenti dei Consigli degli Ordini degli avvocati, è stato convocato con il fine di coadiuvare il lavoro degli avvocati e avviare un proficuo confronto con i territori.

La Rete, composta dai rappresentanti delle sezioni circondariali e distrettuali dei COA, è stata istituita per volontà della nuova Commissione Difesa di Ufficio del Cnf per raccogliere quesiti, dubbi o richieste di chiarimenti riguardanti le problematiche più ricorrenti sulla difesa di ufficio e illustrare il nuovo Regolamento in vigore dal 27 ottobre 2019.

Nell’evento di ieri che ha avviato un ciclo di incontri periodici, la Commissione ha presentanto nella sessione mattutina il nuovo Regolamento per la tenuta dell’elenco nazionale difensori d’ufficio, dedicando ampio spazio nel pomeriggio ai quesiti posti dai singoli Ordini. A coordinare i lavori è la Consigliera del Cnf Giovanna Ollà, in qualità di rappresentante e membro della Commissione composta dai Consiglieri del Cnf Gabriele Melogli, Carolina Rita Scarano, Patrizia Corona, e l’avv. Nicola Cirillo che svolge funzione di Segretario.

Nel corso dell’incontro si è ribadita l’importanza dell’istituto della difesa di ufficio che rappresenta la responsabilità sociale degli avvocati nella sua massima espressione. In accordo con la nuova disciplina dell’Ordinamento della professione forense ( legge 247/ 2012) che tende a garantire la massima qualità professionale nell’esercizio di questa importante funzione, nonché la effettività, la continuità e la competenza della difesa nell’arco di tutto il processo penale. Con il fine di riorganizzare e migliorare il funzionamento dell’istituto è demandato al Consiglio nazionale forense la tenuta dell’Elenco unico nazionale nonché la individuazione dei criteri generali per la nomina dei difensori di ufficio sulla base della prossimità della sede e della reperibilità.

In considerazione delle numerose segnalazioni pervenute dai Consigli degli Ordini degli Avvocati oltre che da singoli avvocati inseriti nell’elenco unico nazionale tenuto dal Consiglio Nazionale, la nuova Commissione del Cnf, insediatasi lo scorso maggio, ha ritenuto necessario modificare l’originario impianto regolamentare a circa quattro anni dall’entrata in vigore del regolamento dei difensori disponibili ad assumere le difese di ufficio. «Tramite voi dobbiamo riuscire a dare la massima efficienza alla difesa d’ufficio, che insieme al patrocinio a spese dello stato è la grande sfida dell’avvocatura», ha sottolineato il presidente del Cnf Andrea Mascherin, intervenuto all’evento per rafforzare il dialogo con la professione e consolidare l’impegno del Consiglio sul tema.

Tra le novità introdotte nel Regolamento si segnalano l’introduzione di una piattaforma informatica gestionale del Cnf, operativo entro fine anno, attraverso il quale i richiedenti potranno presentare le domande di inserimento e permanenza nell’elenco dei difensori, e sulle quali i singoli Coa esprimeranno in prima istanza dei pareri obbligatori ma non vincolanti. E’ stato inoltre introdotto l’obbligo di formazione continua per coloro che presentano domanda.

Nella tutela legale garantita ai soggetti più deboli «si gioca la nostra continuità con quel sentimento della difesa che è nel dna dell’avvocato», ha aggiunto Mascherin, ricordando alla platea che l’avvocato è interprete del principio scolpito nella nostra Costituzione all’art. 24 che sancisce l’uguaglianza all’interto del processo e garantisce il diritto alla difesa ai non abbienti.

«Quando chiediamo che si fissino i principi di libertà e indipendenza dell’avvocato in Costituzione, come per il magistrato, dobbiamo ricordare che la nostra autonomia è necessaria soprattutto quando si difende il debole contro il potente», ha concluso il presidente del Cnf in riferimento alla battaglia per rafforzare il ruolo dell’avvocato nella Costituzione. Sempre nella giornata di ieri il presidente Mascherin ha incontrato il vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera dei deputati Franco Vazio, facente funzioni di presidente della Commissione, in merito alla riforma del patrocinio a spese dello Stato già incardinato a Montecitorio e in occasione del seminario ha annunciato che la prossima settimana la Commissione del Cnf sarà audita in Senato dove il testo è in discussione.

 

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