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Manovra, Di Maio esulta per i risultati portati a casa. Pace con Conte

«Grande risultato del M5s». Di Maio: «Abbiamo inserito il carcere per I grandi evasori, è inutile vessare I piccoli e lasciare che I grandi squali facciano quello che vogliono»
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Il risultato sulla manovra economica: nessuna multa per i Pos se prima le banche non abbassano drasticamente le commissioni; carcere ai grandi evasori e agli intoccabili che si credono potenti». Luigi Di Maio esulta su Facebook per l’intesa raggiunta in maggioranza.

«Leggo i vostri commenti sul regime forfettario e già vi assicuro che resterà al 15 per cento, stiamo lavorando ai dettagli», aggiunge il capo politico, rivendicando le misure portate a casa dal Movimento 5 Stelle. Il ministro degli esteri seppellisce per un attimo l’ascia di guerra e omaggia il presidente del Consiglio e gli alleati per la sintesi ritrovata.

«Ringrazio le altre forze politiche del governo, ieri è stato un tavolo importante, si è dato un segnale culturale diverso dello Stato», racconta. «E ringrazio il presidente del Consiglio dei ministri perché i tavoli li ha coordinati lui ieri e abbiamo ottenuto questo risultato tutti quanti insieme».

Tra i traguardi di cui va più fiero il leader pentastellato spicca «il carcere per i grandi evasori e la confisca per sproporzione». Di Maio vuole tranquillizzare soprattutto commercianti e artigiani, che non saranno costretti a pagare delle multe in caso di mancato utilizzo del Pos.

Un punto che ha creato parecchie polemiche dentro e fuori la maggioranza. «Non volevamo e non vogliamo fare alcuna polemica, ma ci siamo detti da quando esiste il Movimento che è inutile vessare i piccoli e lasciare che i grandi squali dell’evasione italiana facciano quello che vogliono», spiega, respingendo al mittente ogni sospetto di favoreggiamento dell’evasione fiscale.

Resta ancora aperto solo il fronte delle partite Iva. Ma anche su questo il numero uno M5S garantisce: «Non è ancora chiuso l’accordo ma vi dico che al cento per cento resterà il 15 per cento forfettario», insiste.

«Stiamo ultimando i dettagli, è chiaro però che per noi è molto importante un concetto: lo Stato non può cambiare le carte in tavola dopo un anno. È una questione che affronteremo nei prossimi giorni». A Palazzo Chigi può tornare il sereno. Per ora.

 

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