Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Bonafede: «Il governo non cadrà sulla riforma della Giustizia»

Il ministro ottimista dopo il vertice di maggioranza. «prevedo tempi brevi per l’approvazione del doppio ddl», dice il Guardasigilli. Ma le richieste di Pd e renziani sulla prescrizione restano una mina in vista dell’esame in Parlamento
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

«Il governo non cadrà sulla riforma della giustizia». Alfonso Bonafede lo dice perché altri gli pongono l’interrogativo. Ne parla ieri mattina a Radio Capital, intervistato, e non è certo lui a preoccuparsi per primo dell’armageddon giudiziario. Eppure la frase rilasciata dal guardasigilli è un’assai preziosa cartina di tornasole della riunione tenuta, sulla riforma del processo, con i capigruppo di maggioranza la sera prima.

Bonafede aggiunge una seconda osservazione: «La prescrizione non è in questa riforma». Verissimo. E lui, si potrebbe aggiungere ancora, non ha alcuna intenzione di farcela entrare, neppure per via indiretta. Cosa che invece sarebbero piuttosto orientati a fare il Pd e, ancor di più, i renziani di Italia viva. Perché è vera anche la terza cosa detta da Bonafede a Radio Capital, ossia che la riunione a Montecitorio di mercoledì è stata positiva, con i capigruppo delle forze di governo che «hanno espresso spirito costruttivo», tanto da indurre il ministro a prevedere «un’approvazione celere» della riforma.

Tutto vero. Però non si può escludere che, se pure si raggiungesse presto l’accordo sul ddl per il civile e su quello relativo a penale e Csm, i dem e Renzi chiedano di mettere in conto un rinvio dell’entrata in vigore della “nuova” prescrizione, di fronte a eventuali ritardi delle Camere. Non solo, perché Italia viva chiederà certamente di escludere lo stop alla prescrizione per chi in primo grado è assolto.

Ipotesi che gli stessi rappresentanti del Pd, mercoledì sera, non hanno affatto inserito nella colonna “sciocchezze sesquipedali”. Tutt’altro. E non è finita qui, perché non pare inverosimile che Renzi e il suo gruppo decidano di subordinare l’ok sul doppio ddl di Bonafede a quella modifica sulla prescrizione.

Certo, c’è qualche settimana per parlarne. Non molte, visto che mercoledì Bonafede, interpellato dal Dubbio, ha ribadito che «il ddl sul processo civile e quello relativo al penale e al Csm saranno deliberati in Consiglio dei ministri sicuramente prima della fine di ottobre». Il vero enigma riguarda la mossa fin- du- monde dei renziani in Parlamento. A quel punto il governo cadrebbe? No, come dice Bonafede. Anche perché è ragionevole presumere che i M5S additerebbero i partner di maggioranza come responsabili della mancata velocizzazione dei processi.

Ma certo si creerebbe un bel problema.

 

Ultime News

Articoli Correlati