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Cnf, Coa e Unioni forensi: «Senza gli avvocati non c’è una vera democrazia»

Il grande incontro di Roma con gli ordini e le unioni forensi. I consiglieri hanno presentato le attività e le commissioni
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L’incontro che si è svolto ieri a Roma tra il Consiglio nazionale forense, i Consigli degli Ordini degli avvocati e le Unioni regionali forensi è stato denso di numerosi interventi: dopo quello del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, la presentazione di Expo 2020 da parte del commissario italiano Paolo Glisenti ( cui prenderà parte con un progetto di partecipazione anche il Cnf, come illustrato da Francesco Greco) e la relazione del presidente, Andrea Mascherin, è seguita la presentazione dei lavori delle commissioni da parte dei consiglieri.

Sugli Indici sintetici di affidabilità (Isa), Arturo Pardi ha spiegato come «il Cnf ha chiesto che tale metodo di accertamento fiscale non si applichi per il 2018, a causa di criticità nella sua elaborazione, a partire dal fatto che i decreti ministeriali sono stati deliberati ad agosto. Ora l’obiettivo è presentare proposte concrete al Mef, per ridimensionare l’impatto negativo dello strumento». Isabella Maria Stoppani ha analizzato la sentenza di Cassazione che ha inquadrato, modificando la giurisprudenza consolidata, i Consigli degli ordini come soggetti al controllo della Corte dei Conti. «La sentenza desta qualche preoccupazione ed evidenza la necessità di arrivare a una definizione normativa di cosa è rappresentanza istituzionale. Altrimenti si rischia che i Coa siano considerati pubblici per gli adempimenti penalizzanti; mentre enti privati quando si tratta di ottenere i diritti che spettano agli enti pubblici». In materia di antiriciclaggio, Carla Secchieri ha illustrato le regole tecniche adottate dal Cnf in accordo con il Ministero, con le quali si è circoscritto il perimetro di applicabilità della norma e semplificato l’attività a carico degli avvocati. «Il compito dei consigli è di fare formazione e il Cnf è a loro fianco per formare i formatori».

Antonio Baffa ha invece presentato l’attività del nucleo di monitoraggio sull’equo compenso, spiegando come «dopo un anno, non tutte le potenzialità della legge hanno trovato espressione. Bisogna dunque rendere esigibile il diritto, estendendolo a tutte le imprese e fissando limiti oggettivi alla disciplina» e sottolineando come «il costo di eventuali contenziosi per ottenere l’equo compenso non può gravare sul singolo avvocato, quindi la legittimazione va riconosciuta agli organi centrali e periferici». Inoltre ha auspicato la creazione di una autorità garante, nonostante già l’ottimo risultato del protocollo col ministero della Giustizia che ha istituito il nucleo di monitoraggio. A questo proposito, Francesco Napoli ha chiarito come «il Cnf, attraverso la commissione legislativa, sta elaborando progetto di legge perchè venga istituita per legge la figura del Garante delle professioni, al fine di dare dignità al lavoro».

In materia di crisi d’impresa, Carlo Orlando ha sottolineato come, dopo la riforma del diritto fallimentare che entrerà in vigore ad agosto 2020, «si sono aperti spazi importanti per l’avvocatura, soprattutto per l’assistenza obbligatoria di cui si devono dotare le aziende e in materia di composizione assistita della crisi».

Altro tema al centro del dibattito recente è la riforma del patrocinio a spese dello Stato, di cui si è occupata Giovanna Ollà: «La commissione del Cnf seguirà l’iter legislativo, ma è positiva l’estensione delle possibilità di accesso e l’adeguamento del valore parametrico dei compensi, ancorandoli ai parametri ex d. m. 37/ 2018 e dunque con una soglia invalicabile».

Quanto alle difese d’ufficio, il Cnf ha istituito una nuova piattaforma, a regime da gennaio 2020, e dedicherà attenzione alla formazione. Della riforma del processo civile e del processo penale si sono occupati rispettivamente Andrea Pasqualin e Stefano Savi, i quali hanno svolto alcuni rilievi in merito al complesso pacchetto di norme illustrato dal ministro, ancora però al vaglio e al centro del dibattito di maggioranza. Entrambi hanno sottolineato come alcuni aspetti dei due impianti siano da salutare positivamente.

Per quanto riguarda il civile «sarebbe necessaria una valutazione dell’impatto ambientale» e una «sintesi che riorganizzi le adr», mentre dubbi sorgono sulla «modifica delle competenze dei giudici di pace e lo spostamento delle liti dal tavolo dei togati a quello degli onorari». Per quanto riguarda il penale, «alcuni elementi sono da considerare irricevibili, come il ridimensionamento del dibattimento e l’utilizzabilità di alcuni atti senza consenso parti. Serve infine chiarezza sulla funzione di risocializzazione della pena».

Sul fronte deontologico e disciplinare, Patrizia Corona ha esposto i dati raccolti in quattro anni di funzionamento dei Consigli di disciplina: «In un quadriennio i fascicoli aperti sono stati 38.102, di cui sono stati definiti 20.391 e l’ 80% è stato archiviato in plenaria», ora l’attività del Cnf si concentra sul favorire «il dialogo tra Consigli degli ordini e consigli di disciplina, anche svolgendo incontri sul territorio», organizzare eventi formativi e implementare la banca dati delle sentenze.

In materia deontologica, Alessandro Patelli ha spiegato come l’obiettivo sia una «revisione del codice deontologico e il monitoraggio delle codificazioni europee e internazionali in merito», oltre allo svolgimento di incontri informativi e formativi per i membri dei Coa e dei Cdd. A questo proposito è intervenuto anche Mario Napoli, il quale ha illustrato come «sia non più rinviabile una contestualizzazione deontologica delle figure del socio di capitale e del finanziatore della lite, perchè la loro esistenza può influire sull’indipendenza dell’avvocato».

Altro oggetto di futura riforma è l’accesso alla professione forense e Salvatore Sica ha illustrato lo stato dei lavori al tavolo istituito presso il ministero e sottolineato che «il nuovo esame di stato deve venire configurato in modo che non costituisca più un’incognita o uno scoglio insuperabile, ma il culmine di un percorso formativo». A esporre i lavori dell’Osservatorio sulla giurisdizione è intervenuto Giovanni Arena, il quale ha presentato l’indagine sulla domanda di servizi legali specializzati, «utile a inquadrare in modo strutturato il rapporto tra domanda e offerta».

Francesco Caia, invece, ha presentato il progetto di costituzione del Garante dei diritti umani, «di cui solo l’Italia e Malta sono ancora sprovvisti a livello europeo. Ad og- gi la discussione parlamentare ferma da marzo 2019». Maria Masi ha invece presentato le iniziative della Rete Pari Opportunità e aggiornato sull’attività della task force ministeriale a tutela dei minori e dell’avvocato del minore: «Una figura prevista dalla legge e distinta dal curatore speciale, perché intende il minore non più come soggetto da tutelare ma come titolare di diritti specifici».

Quanto alle iniziative calendarizzate da parte del Cnf, sono state presentate quelle in tema di Educazione alla legalità e l’alternanza scuola- lavoro ( coordinate dalla consigliera Daniela Giraudo), “Esperienze a confronto” che si concentrerà sui tesorieri e i segretari del Coa il 28 e il 29 ottobre, coordinato dalla consigliera Carolina Rita Scarano; il torneo di oratoria “Scacco d’atto”, organizzato dal consigliere Vincenzo Di Maggio e la costituzione di oltre quindici gruppi di lavoro con i Consigli degli ordini durante l’Agorà, presentati dal consigliere Francesco Greco.

 

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