Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Brexit, offerta finale di Johnson alla Ue. Dublino dice no

Il piano del premier inglese prevede Belfast nell’Ue fino al 2025. La ministra irlandese degli affari europei: «irricevibile». In attesa di una risposta di Bruxelles “BoJo” mostra I muscoli: «noi via comunque il 31 ottobre»
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

È l’ultima “offerta” di Boris Johnson all’Ue per negoziare una Brexit senza il temuto no- deal. Ma in attesa di conoscere maggiori dettagli e di una risposta ufficiale di Bruxelles, il piano del premier britannico incassa un pesante “no” da parte di Dublino. «Non è una proposta accettabile per il governo irlandese, ma anche per l’intera Ue» è stato il lcaonico commento della ministra degli Affari europei di Helen McEntee, che parla a nome del suo paese ma anche dell’Unione.

Johnson aveva raggiunto un accordo segreto con il Partito Unionista Democratico ( Dup) nordirlandese per un «blocco bilaterale» Belfast-Dublino in base a cui l’Irlanda del Nord resterebbe soggetta alle normative comunitarie almeno fino al 2025 per prodotti agroalimentari e manufatti. Il Parlamento nordirlandese deciderebbe poi se conservare lo status quo, o adottare gli standard britannici. Un piano farraginoso secondo il quale l’Irlanda avrebbe due frontiere per quattro anni fino al termine del periodo di transizione dopo il 2020.

Le prime reazioni negative non scalfiscono però la determinazione di Johnson nel realizzare la Brexit entro il 31 ottobre: «Ce ne andremo entro quella data qualsiasi cosa accada» ripeteva ancora ieri. Johnson spera che la sua ultima iniziativa, definita «ragionevole e costruttiva» basti a convincere Bruxelles a negoziare in vista del vertice del 17 ottobre, e ritiene decisivi i prossimi due giorni in cui i suoi sherpa negozieranno ruvidamente con i funzionari dell’Ue.

«L’Europa accetti il mio compromesso», ha dichiarato l’inquilino di Downing street come se fosse lui a tenere il coltello dalla parte del manico.

Seza rivelare nulla sui contenuti della proposta di Londra, ha parlato nel pomeriggio la portavoce della Commissione Mina Andreeva, ricordando con educazione che le condizioni le stabilisce l’Europa o che comunque il dossier non è la Gran Bretagna a farlo: «Esamineremo con oggettività, alla luce dei criteri ben noti il nuovo piano di Londra.

L’Ue vuole un accordo: pensiamo che un ritiro ordinato sia di gran lunga preferibile ad uno scenario senza accordo. Per avere un accordo però, la proposta deve contenere una soluzione giuridicamente operativa che soddisfi tutti gli obiettivi del backstop: impedire il risorgere di un confine fisico, preservare la cooperazione nord- sud e la all- island economy, proteggere il mercato unico e il posto che l’Irlanda ha nello stesso».

 

Ultime News

Articoli Correlati