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Furlan (Cisl): «Ora basta con contratti “pirata“ e sindacati fantasma»

Siglato a Roma l’accordo sulla rappresentanza sindacale. Finalmente regole trasparenti per la validazione degli accordi e per evitare il dumping salariale
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Dopo qualche “aggiustamento” tecnico e una marcia lunga otto anni, la certificazione della rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro ieri a Roma, al Palazzo dell’ Inps di Piazza Colonna, ha finalmente tagliato il traguardo. Con le nuove regole sottoscritte da Cgil, Cisl, Uil insieme a Confindustria, Inps ed Ispettorato del Lavoro, alla presenza del neo Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, i contratti di lavoro saranno validi se firmati dai sindacati che rappresentano il 50% più uno degli iscritti e siederanno al tavolo della trattativa solo le associazioni sindacali che avranno il 5% di media tra iscritti e voti nelle RSU: il sistema previsto nel Pubblico Impiego esteso al privato.

«Stipulare la convenzione sulla rappresentanza e rendere così operativa l’intesa tra le parti è veramente un fatto importante. Adesso dopo otto anni si attua in pieno l’accordo interconfederale del 2001, si rafforza la contrattazione e si può sgomberare il campo dai tanti contratti pirata che significano dumping non solo dal punto di vista economico ma anche sui diritti». Questo il commento a caldo della Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, firmataria dell’ accordo per il sindacato di via Po.

«Ora occorre fare un ulteriore passo avanti per definire regole e criteri per la rappresentanza datoriale», ha aggiunto la leader Cisl, sottolineando come vada subito recuperato «il tempo perso per rafforzare la contrattazione collettiva e renderla chiara e trasparente». Ad accogliere positivamente la stipula della misurazione sulla rappresentanza è stato anche il Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo.

«Sono certa – ha detto il Ministro – che con questa convenzione inizi un nuovo percorso nella storia delle nostre relazioni industriali che negli anni hanno permesso di migliorare le condizioni di milioni di lavoratori ed aziende. Un percorso che vedrà fra i suoi punti d’arrivo l’emanazione di una Legge sulla Rappresentanza sindacale che attui, per la prima volta nella storia, la seconda parte dell’art. 39 della Costituzione, indispensabile per inverare il principio dell’eguaglianza sostanziale e realizzare pienamente la previsione di una Repubblica fondata sul lavoro».

«Bisogna dare validità erga omnes ai contratti: la riqualificazione della contrattazione collettiva deve rappresentare lo strumento principale per regolare gli accordi di lavoro» : questo è l’auspicio del Segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, cui fa eco il numero uno della Uil, Carmelo Barbagallo, che richiede una misurazione anche per i datori di lavoro e di estendere le Rsu in tutto il territorio, compiendo, così, un passo avanti per la democrazia rappresentativa. Soddisfatto per la firma dell’accordo anche il Presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia.

«La rappresentanza per noi è un atto di democrazia», ha più volte sottolineato il leader degli industriali. «Quella di oggi è una giornata simbolica e rilevante – ha aggiunto – ci auguriamo sia la stella cometa per mettere al centro il lavoro». E di «occasione unica per inaugurare una nuova stagione di contrattazione per una crescita inclusiva e che rispetti i diritti dei lavoratori» ha parlato anche il Presidente dell’Inps, Pasquale Tridico.

Secondo la convenzione l’Inps raccoglierà i dati su iscritti e voti. A garanzia del processo di certificazione sarà istituito un comitato ad hoc, presieduto dal Ministero del Lavoro e composto da esponenti delle parti sociali. Con la stipula di ieri si aprirebbero anche le porte alla certificazione della rappresentanza nei settori commercio, artigianato, cooperative e si potrebbe dare concretezza al “Patto della Fabbrica” di Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, sulla misurazione della rappresentanza della parte datoriale, ovvero delle associazioni d’impresa.

 

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