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Whirlpool: ‘ Il decreto crisi’ è insufficiente per lo stabilimento Napoli

Dura la risposta del sindacato. Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm invita la Whirlpool a non «cercare alibi»
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Il decreto legge sulle crisi aziendali è una misura insufficiente e l’unica soluzione per lo stabilimento Whirlpool di Napoli è avere una nuova missione produttiva. Lo afferma l’azienda in una nota.

Il decreto- legge “Disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali”, rappresenta un intervento, spiega la società, «non sufficiente a garantire la profittabilità dello stabilimento di Napoli nel lungo periodo e la competitività di Whirlpool nella Regione Emea ( Europa, Medio Oriente e Africa)».

«I 16,9 milioni di euro previsti dal testo del decreto legge per il biennio 2019- 2020 sono calcolati considerando la messa in solidarietà al 60% della quasi totalità dei 5.500 dipendenti di Whirlpool in Italia: questa non è un’opzione in quanto non in linea con il piano industriale 2019- 2021.  Inoltre, il potenziale beneficio sarebbe distribuito su tutti i siti italiani e non rappresenterebbe un intervento strutturale per il futuro a lungo termine di Napoli, soprattutto se comparato agli sforzi e agli investimenti pari a circa 100 milioni di euro messi in campo dall’Azienda negli ultimi anni».

Dura la risposta del sindacato. Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm invita la Whirlpool a non «cercare alibi» e anzi aiuti il sindacato a chiedere le modifiche al decreto legge «necessarie a dare una svolta alla vertenza».

«Che il provvedimento del Governo avesse colto solo in parte le nostre richieste e non fosse ancora sufficiente a far cambiare idea a Whirlpool lo avevamo detto subito, ma costituisce un punto di partenza importante su cui lavorare». «La cifra di 16,9 milioni straziata dal Governo – dichiara Ficco – corrisponde in teoria alla cifra che inizialmente era stata ipotizzata per rilanciare Napoli nell’accordo di ottobre poi ripudiato da Whirlpool, ma in effetti per come è scritta la norma la cifra non è effettiva né strutturale. Al primo incontro del tavolo tecnico tenutosi a luglio abbiamo già chiesto al Governo di modificarla».

 

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