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Migranti, porti chiusi per tre navi. La Eleonore decide di forzare il blocco. Situazione d’emergenza

Tre navi delle ong in attesa di poter sbarcare. Ma per via della lunga permanenza in mare la situazione precipita. La Eleonore dell'organizzazione Lifeline decide di forzare il blocco e fa rotta verso Pozzallo. La Mare Jonio rimane in attesa di poter far scendere i 34 migranti ancora rimasti a bordo. La Alan Kurdi ne trasporta 13 e anche in questi casi i ministri Salvini, Trenta e Toninelli hanno firmato un divieto di entrata in porto.
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Dopo 8 giorni i mare con 104 migranti a bordo la nave umanitaria Eleonore della ong tedesca Lifeline ha deciso: ha forzato il divieto di entrare in acque italiane per via del decreto sicurezza e si sta dirigendo verso il porto di Pozzallo.

La nave era in realtà fino a ieri in attesa di poter sapere se poteva avere accesso a Malta e per questo si trovava nel tratto di mare limitrofo all’isola, poi la msituazione a bordo è precipitata, è stato dichiarato lo stato si emergenza.

Il comandante Peter Reisch ha reso noto che la barca è troppo piccola per contenere tutte le persone recuperate, molte di esse hanno dormito all’aperto in questi giorni.

Il pericolo è addirittura che qualcuno possa cadere in mare visto anche le peggiorate condizioni del tempo e il mare grosso. La Eleonore ha richiesto il sostegno della popolazione di Pozzallo attraverso twetter: “Sarebbe bello se alcune persone e avvocati fossero a Pozzallo per incontrare l’equipaggio”.

Quella tedesca è solo una delle tre che attendono di poter sbarcare. Davanti Lampedusa rimane la Mare Jonio con 34 migranti dopo che sono stati fatti scendere bambini, donne e persone malate.

Poi c’è la situazione della Alan Kurdi con i 13 migranti, anche in questo caso è stato notificato il divieto d’ingresso in acque italiane.

Intanto si è verificato un nuovo sbarco autonomo sull’isola di Lampedusa , a cala Spugne, si tratta di decine di maghrebini, soprattutto tunisini, a bordo di una imbarcazione in legno.

Mentre sempre a Pozzallo è atteso l’arrivo della nave della Marina militare Cassiopea. A bordo 29 persone di nazionalità non precisata: 5 nuclei familiari, 5 adulti maschi, 5 adulti donne e 19 minori.

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