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Il Papa resta chiuso in ascensore, l’angelus inizia in ritardo

Papa Francesco si affaccia dal terzo piano del palazzo apostolico da dove ieri ha recitato, come ogni domenica, la preghiera dell'Angelus
Francesco bloccato per 25 minuti nell’impianto che lo conduce al terzo piano del Palazzo apostolico, da cui ha poi tenuto la consueta preghiera domenicale. «Devo scusarmi, sono venuti i vigili del fuoco», ha spiegato lui stesso ai fedeli
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Si provi a immaginare cosa possono aver pensato i vigili del fuoco vaticani quando, poco prima di mezzogiorno, la centrale operativa della Santa Sede li ha invocati con la seguente comunicazione: «Accorrete, il Santo padre è rimasto chiuso in ascensore e mancano pochi minuti all’angelus». Incidente davvero insolito, di cui lo stesso Papa Francesco ha poco dopo dato notizia alla folla che gremiva ieri mattina piazza San Pietro:«Devo scusarmi del ritardo: sono rimasto chiuso in ascensore per 25 minuti, c’è stato un calo di tensione ma poi sono venuti i vigili del fuoco ed è riuscito a ripartire».

E in effetti la consueta preghiera domenicale è cominciata con un seppur lieve ritardo, di 5 minuti o poco più. Dopo aver riferito il contrattempo, il Pontefice ha sollecitato i fedeli a rivolgere un applauso ai pompieri che lo avevano appena liberato.

Papa Bergoglio è rimasto chiuso nell’ascensore privato mentre raggiungeva il terzo piano del palazzo apostolico, da dove si affaccia per la preghiera domenicale di mezzogiorno. La centrale operativa interna ha immediatamente allertato la caserma, distante poche centinaia di metri, a cui fa riferimento il corpo dei vigili del fuoco vaticani, risalente allo Stato pontificio.

Nei minuti di attesa, la folla assiepata davanti alla Basilica di San Pietro è stata attraversata dal brusio. A interrogarsi sul motivo dell’insolito ritardo sono stati anche i cronisti delle tantissime tv collegate.

L’accesso all’ascensoretto avviene dal cortile di Sisto V e collega con l’appartamento papale in cui il pontefice ha scelto di non abitare. L’impianto fu molto usato in particolare da Giovanni Paolo II per i suoi problemi di deambulazione, dopo chegli era stata applicata una protesi all’anca per la caduta del 1994.

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